Euro und Tabù

Salvini dovrà sbianchettare la felpa “no euro” e strozzare pulsioni anti tedesche

1 Giugno 2018 alle 06:08

Euro und Tabù

Foto LaPresse

Anche grandi giornali come il New York Times ritengono che la prossima (eventuale) campagna elettorale italiana sarà polarizzata in un dibattito potenzialmente suicida su “euro sì” o “euro no”. Probabilmente molti dovranno ricredersi: l’euro diventerà una parola tabù. La Lega di Matteo Salvini ha cercato di spiegare di non essere per l’uscita dalla moneta unica, che la proposta di Paolo Savona a ministro dell’Economia non nascondeva un blitz per lasciare il blocco, e che l’euro non è (più) in discussione. Salvini però non è credibile: fino a poco tempo fa faceva comizi con la felpa #bastaeuro e tuttora dice di volere liberare il popolo italiano dal giogo tedesco. Infatti non è stato creduto. Una settimana di speculazione sui titoli di stato e di mercato più il messaggio obliquo della Banca centrale europea attraverso il vicepresidente in uscita Vítor Constâncio (“se volete l’Omt, aspettatevi la Troika”) sono bastati a fare ricredere eccome il leader sovranista. Ieri mattina sul muro dello storico quartier generale della Lega di via Bellerio a Milano è rimasto soltanto Alberto da Giussano, con la spada alzata e lo scudo in pugno. La lunga parete che dà su via Enrico Fermi, su cui campeggiavano le scritte “Lega Nord Padania” e il simbolo “Basta euro” sono scomparsi, sotto una mano di vernice bianca.

  

Dal quartier generale leghista dicono che i muri sono in manutenzione, e che l’imbiancata non c’entra con la crisi di governo. Eppure lo storico motto “La libertà vince” dipinto qualche metro più avanti – presente sin dagli anni 90, quando la Lega aprì la sua sede sotto la guida di Umberto Bossi – è rimasto intoccato. Non solo. Come ha rivelato ieri ilfoglio.it accanto al murale compariva il link a un sito, bastaeuro.org, che accompagnava la campagna anti europeista di Salvini nel 2014. Anche quello è scomparso sia dai motori di ricerca sia dall’Internet Archive, che registra l’ultima modifica il 19 di novembre del 2017. Anche il sito web è solo in manutenzione? Pensiamo che il murales non sarà recuperato, nemmeno il sito, e manco il messaggio. E’ un bene se il dibattito sulla moneta unica verrà messo da parte per un più posato discorso, anche tecnico, su come l’Italia può contare in Europa. Soprattutto perché è marginalizzata, e in massima parte per sua colpa. Cinquanta giorni senza governo sono costati, per esempio, l’impossibilità di incidere sull’avanzamento dell’Unione bancaria. Il fondo di tutela dei depositi europeo si allontana, mentre il fondo italiano è a secco al punto da non potere gestire nemmeno la risoluzione di una banca di medie dimensioni. Le gite inconcludenti al Quirinale sono costate qualche miliardo in termini di perdite finanziarie (o guadagni per chi ha saputo surfare al ribasso). Il commissario europeo Günther Oettinger aveva ragione, pur nella sua arroganza, nel dire che i mercati insegneranno agli italiani a votare. Forse Salvini ha capito come gestire la prossima fase di campagna elettorale al governo… senza l’euro.

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Commenti all'articolo

  • Chichibio

    01 Giugno 2018 - 15:03

    Il bello nè che di tale Alberto da Giussano non ci sarebbero notizie storiche.

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