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Perché lo stallo politico è un vantaggio per la Lega

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Frankfurter Allgemeine Zeitung, Pais, Wall Street Journal, Financial Times...

31 Maggio 2018 alle 09:59

Perché lo stallo politico è un vantaggio per la Lega

Foto LaPresse

Crisi del governo in Italia. La Lega guadagna nei sondaggi

Amburgo, 31 mag 08:45 - (Agenzia Nova) - Le vicende politiche italiane degli ultimi giorni sembrano aver giovato, in termini elettorali, soprattutto alle Lega di Matteo Salvini. Un sondaggio Ipsos, pubblicato dal “Corriere della Sera” dà il partito euroscettico al 25,4 per cento, otto punti percentuali in più rispetto alle elezioni del 4 marzo. Il Movimento 5 stelle è fermo al 32,6 per cento, mentre altri sondaggi lo danno in flessione. Le due formazioni populiste assieme potrebbero conquistare alle prossime elezioni una consistente maggioranza parlamentare.

Leggi l’articolo dello Spiegel

Mattarella rischia di aggravare la crisi politica

Parigi, 31 mag 08:45 - (Agenzia Nova) - Sergio Mattarella, un presidente in controtempo. Questo il titolo di un articolo pubblicato da “Les Echos”, in cui si afferma che “rifiutando un ministro dell’Economia euroscettico, Sergio Mattarella ha sicuramente rispettato la Costituzione italiana, ma si è preso il rischio di aggravare la crisi politica. Il capo del Quirinale non ha saputo “sventare le trappole tese dagli antisistema”. Sbarrando la strada ai populisti il presidente italiano potrebbe averli favoriti aprendogli la strada alle prossime elezioni. Lega e Movimento 5 Stelle sono pronti a “strumentalizzare il minimo evento per nutrire la oro campagna elettorale permanente”. Con gli attacchi ricevuti in questi ultimi giorni, soprattutto sui social network, l’immagine di Mattarella ha subito un duro colpo, nonostante sia “una delle rare figure istituzionali riconosciute e rispettate in Italia e all’estero".

Leggi l’articolo dell’Echos

L’Italia ha ancora tempo per evitare un disastro

New York, 31 mag 08:45 - (Agenzia Nova) - La tumultuosa settimana italiana sui mercati finanziari e alcuni segnali preoccupanti di contagio hanno suscitato inevitabili allarmi che la crisi del debito dell’eurozona sia tornata e che la moneta unica sia di nuovo sull’orlo del collasso. Secondo il "Wall Street Journal", però, la situazione in Italia oggi è molto diversa dalle crisi che hanno soffocato la zona euro tra il 2010 e il 2015: potenzialmente più seria, e al contempo più facilmente risolvibile. Già nel pomeriggio di ieri il movimento Cinque stelle e la Lega hanno tentato di rilanciare il loro tentativo di formare un governo, dopo che il presidente della Repubblica aveva posto il veto sulla loro scelta del ministro delle Finanze: Paolo Savona, economista che sostiene la necessità di un "piano B" per l’uscita di Roma dall’euro. L’intervento di Mattarella, sostiene il "Wsj", dimostra che il sistema di pesi e contrappesi italiano funziona, "impedendo ad un nuovo governo di perseguire un programma radicale che, senza un chiaro mandato elettorale, violerebbe la Costituzione e gli obblighi sanciti da trattati internazionali". La lezione che dovrebbero aver appreso i Cinque stelle e la Lega da questi giorni tumultuosi dei mercati è che non sono le regole dell’eurozona a frenare Roma dall’adottare una politica fiscale meno rigida, quanto l’esigenza di convincere i mercati a finanziare l’enorme debito pubblico italiano. Uscire dall’euro non faciliterebbe il compito, sostiene il quotidiano. Tantomeno dovrebbero sperare in una ristrutturazione del debito che è in larga parte detenuto da piccoli risparmiatori. Ci vorrà molto tempo affinché Roma recuperi la fiducia dei mercati, ma c’è ancora tempo per evitare il disastro.

Leggi l’articolo del Wall Street Journal

La Spagna non è l’Italia, ma le somiglia sempre più

Madrid, 31 mag 08:45 - (Agenzia Nova) - La Spagna non è ancora l'Italia ma sembra essere sulla stessa strada. Lo riferisce il quotidiano spagnolo “El Pais”, il quale evidenzia diverse somiglianze tra i due paesi europei, soprattutto attuali e politiche, ma anche grandi differenze storiche, soprattutto economiche. Per l'italiano Steven Forti, professore di storia contemporanea presso l'Università autonoma di Barcellona intervistato dal quotidiano spagnolo, "è chiaro che dal punto di vista di Bruxelles, Berlino o dell'Europa del Nord esiste un punto comune di instabilità che si è aperto nel fronte Mediterraneo, più grave di quello sofferto nel 2015 con la Grecia".

Leggi l’articolo del Pais

L’Europa spera in una ricomposizione della crisi politica

Berlino, 31 mag 08:45 - (Agenzia Nova) - La crisi italiana preoccupa Bruxelles, Berlino e Parigi. Con un governo di transizione guidato dall’economista Carlo Cottarelli, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbe guadagnare tempo, scrive la "Frankfurter Allgemeine Zeitung", ma un eventuale ritorno alle urne prospetta un ulteriore rafforzamento delle forze populiste. Secondo il politologo Alexander Grasse, dell’Università di Giessen, il governo Cottarelli potrebbe funzionare solo parzialmente, non avendo la fiducia del Parlamento. Dovrebbe agire per decreti. Rimarrebbero sul tavolo la nuova legge di bilancio, la nuova legge elettorale e la disoccupazione giovanile. Molti dei nomi proposti dall’economista hanno rinunciato alle cariche proposte, e l'esitazione degli ultimi due giorni pare prospettare un nuovo tentativo di formare un governo politico, anche se nelle ultime ore tra Movimento 5 stelle e Lega paiono essere riemerse delle tensioni. Finora il Partito democratico si è rifiutato di formare un governo e né l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, né il suo successore Paolo Gentiloni sembrano considerare tale ipotesi. Le prossime settimane saranno caratterizzate da una forte polarizzazione: a favore o contro l’euro, a favore o contro l’Unione europea. Nonostante la lieve ripresa economica, tra gli italiani è forte la sensazione che con l’entrata nell’euro l’economia sia peggiorata e che con essa sia aumentata la disoccupazione e la povertà. In qualità di membro fondatore dell’Unione europea l’Italia ha un alto valore simbolico, e come ha sottolineato ancora una volta il presidente Jean-Claude Juncker, se il paese lasciasse la Ue ne scuoterebbe le fondamenta. Dal vertice della Ue, quindi, un chiaro segnale all’Italia dovrebbe dire che Bruxelles, Berlino e Parigi hanno compreso il segnale di allarme da Sud. Il commissario al Bilancio della Ue, Guenther Oettinger ha dichiarato che l’Italia otterrà più fondi in futuro. Ma tale decisione è stata offuscata dalla incauta dichiarazione del Commissario secondo la quale “i mercati insegneranno agli italiani come votare”, frase delle quale si è poi scusato.

Leggi l’articolo della Frankfurter Allgemeine Zeitung

La crescita dello spread è ben aldisotto della crisi 2011-2012

Londra, 31 mag 08:45 - (Agenzia Nova) - L'agitazione d questi giorni intorno ai titoli di Stato italiani ha rivelato una certa noncuranza degli investitori per il rischio politico; ma la ragione sottostante è che gli interessi del debito dell'Italia si sono mantenuti ancora molto bassi grazie soprattutto al programma di massiccio acquisto da parte della Banca centrale europea, che attualmente ne detiene circa il 15 per cento dell'intero stock: è questa la tesi che viene sviluppata oggi giovedì 31 maggio sul quotidiano economico britannico "The Financial Times" da un'analisi dei mercati finanziari firmata da Kate Allen e corredata da un grafico che mostra l'andamento dei titoli italiani dal 2010 ad oggi.

Leggi l’articolo del Financial Times

 


PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Alla ricerca di antidoti contro il populismo europeo

Madrid, 31 mag 08:45 - (Agenzia Nova) - "Il populismo non è una causa, ma una conseguenza delle politiche europee che non hanno protetto i cittadini dalla crisi". Lo ha dichiarato Nicolás Sartorius, vicepresidente esecutivo della Fondazione Alternativas, ripreso dal quotidiano spagnolo “El Pais”, per presentare lo studio annuale sullo stato dell'Unione europea preparato dall'entità e presentato ieri a Madrid. La difficile situazione politica in Italia, aggravata dal veto del presidente della Repubblica a un ministro euroscettico proposto dalla coalizione del Movimento 5 stelle e della Lega. Lo studio, preparato insieme all'istituto tedesco Friedrich-Ebert-Stiftung, raccomanda una serie di misure agli Stati membri dell'Ue e pone particolare enfasi sulla dimensione sociale suggerendo la creazione di una forte legislazione a livello europeo per garantire la qualità del lavoro, il diritto alla contrattazione collettiva e la creazione di uno strumento finanziario capace di promuovere politiche attive nei paesi più colpiti dalla crisi, tra cui Italia, Spagna e Grecia. 

Leggi l’articolo del Pais

Fondi strutturali: l’Ue devia denaro verso l’Italia e la Grecia

Berlino, 31 mag 08:45 - (Agenzia Nova) - La Commissione europea vuole reindirizzare decine di miliardi di euro agli Stati membri strutturalmente deboli e maggiormente interessati dalla crisi migratoria, ossia Italia, Grecia e Spagna. I tre Stati della Ue dovrebbero ricevere tra il 5 e l’8 per cento in più di denaro proveniente dai vari fondi strutturali dell’Unione. Al contrario la Commissione vuole ridurre i fondi per la Polonia e l’Ungheria, rispettivamente del 23 e del 24 per cento. La Polonia rimane il principale beneficiario della politica strutturale della Ue con 64,4 miliardi di euro. Si prevede che anche la Germania riceverà considerevolmente meno denaro dai fondi strutturali nel periodo finanziario 2021 - 2027: 15,7 miliardi di euro in meno, circa il 21 per cento, sarà destinato alla Germania rispetto all’attuale periodo finanziario 2014-2020. L'intervento sui fondi strutturali fa parte di un pacchetto di proposte che la Commissione intende presentare nei prossimi giorni. I fondi strutturali sostengono non solo lo sviluppo di infrastrutture, ma anche progetti per i disoccupati di lungo periodo o l’uso di energie rinnovabili. La proposta di un quadro finanziario era già stata presentata dalle autorità di Bruxelles all’inizio di maggio. Questa prevede una espansione del bilancio dell'Ue di quasi l’8 per cento. La Commissione europea ha respinto l’accusa secondo la quale il reindirizzo dei fondi costituisca una rappresaglia nei confronti dei paesi europei dell’Est per la loro opposizione alle politiche migratorie comunitarie. Finora gli Stati membri hanno ricevuto i fondi sulla base del Pil pro capite. Questo rimarrà il fattore decisivo per il futuro, ma anche il livello di istruzione, di disoccupazione, di disoccupazione giovanile, il gap con gli obiettivi climatici di Parigi e il carico migratorio sarà preso in considerazione. La Commissione insiste affinché il quadro finanziario sia adottato dalle elezioni europee nel maggio del prossimo anno, ma l’accordo è reso più difficile dall’uscita di uno dei maggiori contribuenti dell'Ue, il Regno Unito.

Leggi l’articolo della Frankfurter Allgemeine Zeitung

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