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Abbasso la Troika

Sulle coperture è una sfida che fa tremare le vene ai polsi, ma talvolta accade che chi parte sfavorito ribalti il pronostico e stupisca la platea

9 Giugno 2018 alle 06:00

Abbasso la Troika

La sede della Bce (foto LaPresse)

E’ nato il governo giallo-verde. Archiviate speranze e delusioni, ora chi ci governa è chiamato a mantenere gli impegni presi in campagna elettorale. Sulle coperture è una sfida che fa tremare le vene ai polsi, ma talvolta accade che chi parte sfavorito ribalti il pronostico e stupisca la platea. Mi auguro sinceramente che ciò avvenga, perché il “contratto di governo” prevede una redistribuzione di ricchezza così generosa che neppure il mago Berlusconi ha mai neppure immaginato. Gli esperti del Corriere la riassumono così: “Per il 2019, accanto ai 5 miliardi che servono per rendere più flessibile la legge Fornero sulle pensioni e ai 2 per rafforzare i centri per l’impiego funzionali al reddito di cittadinanza, ci sono anche 12,4 miliardi da trovare per impedire che l’Iva salga. Col rifinanziamento di sanità, missioni di pace ed emergenza sisma, la manovra 2019 già lievita a 25 miliardi. Tutto questo senza tener conto della flat tax, che vale almeno una quarantina di miliardi”. Totale: 65 miliardi. E dove li troviamo? Escludendo déjà-vu tipo spending review, escludendo tagli impossibili a sanità e welfare, escludendo (ci mancherebbe) la patrimoniale, resta una strada da imboccare, ardua ma molto sexy politicamente parlando: rompere il patto con l’Europa e aprire la guerra sui conti con Bruxelles. Grande rilievo mediatico, esito molto incerto. Qui si vedrà se il “governo del cambiamento” avrà la forza di cambiare gli schemi o se invece (speriamo di no) prevarrà la Troika. Stay tuned.

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Commenti all'articolo

  • Marco Di Mattia

    12 Giugno 2018 - 07:07

    Quel che impedisce all’Italia di fare politiche espansive non è la regola di Bruxelles. È il pessimo gradimento degli investitori. Il numero dello spread non impressiona più nessuno, vero? Cambiamo, allora. Prima delle elezioni il rendimento del decennale italiano era quadruplo di quello tedesco. Ora è sestuplo, essendo stato brevemente anche ottuplo. E con esso sono multipli i tassi che le imprese italiane pagano, rispetto a quelle tedesche. Se ci mettiamo a produrre altro disavanzo primario, il meglio che ci può capitare (ma sarebbe miracoloso) è che in pochi anni l’incremento di tasso rimangerebbe qualsiasi tesoretto speso, lasciandoci poveri come prima, ma più indebitati ancora. Esiste un unica situazione, in natura, nella quale le politiche espansive abbiano funzionato: applicate per tempi brevi (noi applicammo nel 69-91), in un paese relativamente competitivo (44esimi al mondo) con la finanza a posto (130%) e un governo lungimirante. Quindi noi lasciamo perdere, giusto?

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  • carlo.trinchi

    09 Giugno 2018 - 20:08

    Qualcuno che ha facoltà risponda a Maroni. Non si lasci questo articolo nel vuoto.

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  • riflessivo

    09 Giugno 2018 - 19:07

    Dove si troveranno i soldi? Semplice: introducendo una patrimoniale ben nascosta, su questo tutti i governanti e affini sono maestri. Ma la mossa geniale sarà quella di rendere obbligatorio un contributo di solidarietà a tutti i pensionati con una pensione netta tra 1600 - 1800 euro. Un colpo da maestro!!

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  • Marco Rovera

    09 Giugno 2018 - 17:05

    Perché nessuno parla più del vero enorme problema dell'Italia? Da cittadino lombardo preferirei che il Nord diventasse periferia della Germania piuttosto che il motore trainante dell'Italia dei di maio e dei casalino

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