I taroccatori della democrazia

Il parlamentare non è un mestiere come gli altri. Alla radice delle truffe grilline

I taroccatori della democrazia

Foto LaPresse

In fondo, se ci pensate bene, il bonifico è forse l’ultimo dei problemi. Semmai, verrebbe da dire, il giochino truffaldino dei soldi versati per finta da alcuni parlamentari del Movimento 5 stelle è la spia di un tema più grande. Che non riguarda necessariamente la disonestà del grillismo. Ma riguarda un’altra disonestà politica. Una truffa di cui il Movimento 5 stelle è portavoce sincero e a suo modo genuino: l’idea che il mestiere del parlamentare debba essere simile a quello...

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Commenti all'articolo

  • franco.malandra

    14 Febbraio 2018 - 20:08

    Caro Claudio con questo bel articolo tratti intreccio tra efficienza dei politici (politica) loro costo e loro libertà. La politica abolendo immunità parlamentare e finanziamento dei partiti si è fatta due autogoal e spero non inserisca in costituzione il vincolo di mandato. In Italia abbiamo troppi politici mal pagati e in molti casi incapaci. Sogno una Italia con una sola camera, no provincie, 10 regioni, 4000 comuni amministrati da politici capaci (albo dei politici? ) e ben pagati. Ad esempio al presidente del consiglio prevederei un premio di 5 MLD di euro se raggiunge i seguenti risultati; PIL +10%; Debito -50 MLD; Omicidi +morti sul lavoro e incidenti sul lavoro meno 10%; vita media + un anno; parità nascite morti ecc. Cordiali saluti Franco

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    14 Febbraio 2018 - 19:07

    Caro direttore - A me viene da pensare che il baco sia nel come e cosa s'intenda, oggi, per democrazia. Platone, prima Bobbio poi, a distanza di molti secoli, hanno fatto la diagnosi esatta: di troppa libertà e della stessa intesa come democrazia, si muore.

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  • lorenzolodigiani

    14 Febbraio 2018 - 13:01

    Fatalmente in un gruppo di persone esistono onesti, meno onesti, disonesti. La statistica puo’ suffragare questa realtà. Sostenere che esistono gruppi di soli onesti significa stare al.di fuori della realtà, nel mondo dell’utopia o, semplicemente, della truffa.

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  • DBartalesi

    14 Febbraio 2018 - 12:12

    Abbastanza evidente che la cosiddetta nuova classe di politici, senza competenze e cultura adeguate al ruolo atteso, non solo non rappresenta un progresso ma è un flop. Chiaro che, come nota lei, un "vero" un politico, in una democrazia rappresentativa, meriterebbe rispetto e adeguata remunerazione. Il punto è che il "vero"poltico è entrato in crisi assieme alle idealità/ideologie che ne sostenevano la condotta morale. Il venir meno di un credo politico piuttosto che religioso ha dato vita ad una classe di chierici che, perso il loro Dio, recitano messe in cui il soddisfacimento del bisogno, proprio e dei fedeli senza più fede, è diventato fattore predominante. Alcuni vorrebbere credere ancora a un Duce, altri far risorgere il sole che è tramontato. Io non so. Forse occorrerebbe pensare almeno a un iter scolastico specifico per diventare politici, cioè bravi ad amministrare materie complesse. Corsi per diventare come dei Macron. O giù di li.

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    • Selinunte

      14 Febbraio 2018 - 14:02

      Ottimo intervento. Alla base dei crollo qualitativo della politica vi è proprio il venir meno delle ideologie che la sostenevano e che creavano la condotta morale a cui i politici si attenevano. Venendo meno tutto questo la politica è diventata un assalto alla diligenza, ovvero un modo veloce per arricchirsi a scapito della comunità che in teoria si dovrebbe rappresentare e difendere. Il politico è diventato una pedina in vendita al miglior offerente.

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