I borghesi stanno a guardare

Forse è ipocrita, forse non esiste più. I Cinque stelle minacciano di sfasciare il paese ma la grande borghesia tace e non prende posizione. In Francia e Germania, il coraggio c’è stato

I borghesi stanno a guardare

Luigi Di Maio fa il suo ingresso al Forum Ambrosetti di Cernobbio, lo scorso settembre (foto LaPresse)

Roma. Sarà che il fascino della borghesia è per sua natura discreto (vabbè), sarà che quella italiana, soprattutto la grande, è un poco esangue; stupisce però il suo silenzio di fronte alle elezioni imminenti. Risulta impossibile trovare qualche grande o medio imprenditore che biasimi o stigmatizzi partiti anti sistema, allegri populisti della spesa pubblica, rimborsisti a mezzo servizio, teorici di “una vita in vacanza”. Insomma, nessuno dice nulla su un eventuale successo dei Cinque stelle. L’ex direttore del Corriere della...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    14 Febbraio 2018 - 16:04

    Al direttore - Noi abbiamo più modelli di borghesia privata: quella storica, che approfittò dell'IRI fascista, quella post bellica, quella culturale, sviluppatesi ambedue nell'alveo degli aiuti di stato e, quella pubblica, istituzionale, schiava del denaro pubblico. La prudenza, che appare pavidità, verso i 5S è l'espressione concreta di quanto poco, anzi quasi nulla, la cosiddetta borghesia nei suoi variopinti componenti, sia indipendente dalla spesa pubblica. Il nocciolo, che ispira le sue non posizioni è lì.

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