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di Adriano Sofri

La piazza contro il palazzo

Il programma deleterio della destra è che chi è al governo governa, e chi è all’opposizione mobilita la piazza
di
17 SEP 19
Ultimo aggiornamento: 06:00 PM
Immagine di La piazza contro il palazzo

Foto LaPresse

Cosa fatta capo ha, anche se non abbia né capo né coda. Dunque tanto vale, se non si sia in posizione di entusiasmo, limitare i danni. Si tratta di vedere se la moltiplicazione di partiti in potenza alleati compensi la moltiplicazione di correnti in atto nemiche. In Parlamento e dunque nelle elezioni contano le alleanze, mentre l’autonomia di programmi, modi di agire e linguaggi riguarda l’azione sociale, la vita quotidiana. Non possono contrapporsi, ma nemmeno identificarsi. Il compromesso è la chiave delle prime, è solo un costo marginale della seconda. Auguri, dunque – Dio ce la mandi buona, insomma.
C’è un aspetto, cambiando argomento, che mi sta a cuore. E’ ovvio interesse della infortunata opposizione presentarsi come la piazza contro il palazzo, e presentare la piazza gregaria come il popolo. L’improvvisa e improvvisata maggioranza di governo è meno popolare e meno capace di muovere e commuovere la piazza, cosicché un po’ per difendersene, un po’ per una perversione mentale, tende a dire che la democrazia consista in ciò: che chi è al governo governa, e chi è all’opposizione mobilita la piazza. Pessima idea. Mi auguro che nell’attuale maggioranza qualcuno desideri investire su una piazza democratica con un suo popolo non gregario, conquistato da un ideale e un obiettivo capaci di muovere e commuovere. La concorrenza fra le piazze è una scemenza, ma la sensazione di un palazzo assediato dalle piazze, che è il programma unico della destra, sarebbe deleteria.

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