La piazza contro il palazzo

Adriano Sofri

Il programma deleterio della destra è che chi è al governo governa, e chi è all’opposizione mobilita la piazza

Cosa fatta capo ha, anche se non abbia né capo né coda. Dunque tanto vale, se non si sia in posizione di entusiasmo, limitare i danni. Si tratta di vedere se la moltiplicazione di partiti in potenza alleati compensi la moltiplicazione di correnti in atto nemiche. In Parlamento e dunque nelle elezioni contano le alleanze, mentre l’autonomia di programmi, modi di agire e linguaggi riguarda l’azione sociale, la vita quotidiana. Non possono contrapporsi, ma nemmeno identificarsi. Il compromesso è la chiave delle prime, è solo un costo marginale della seconda. Auguri, dunque – Dio ce la mandi buona, insomma.

 

C’è un aspetto, cambiando argomento, che mi sta a cuore. E’ ovvio interesse della infortunata opposizione presentarsi come la piazza contro il palazzo, e presentare la piazza gregaria come il popolo. L’improvvisa e improvvisata maggioranza di governo è meno popolare e meno capace di muovere e commuovere la piazza, cosicché un po’ per difendersene, un po’ per una perversione mentale, tende a dire che la democrazia consista in ciò: che chi è al governo governa, e chi è all’opposizione mobilita la piazza. Pessima idea. Mi auguro che nell’attuale maggioranza qualcuno desideri investire su una piazza democratica con un suo popolo non gregario, conquistato da un ideale e un obiettivo capaci di muovere e commuovere. La concorrenza fra le piazze è una scemenza, ma la sensazione di un palazzo assediato dalle piazze, che è il programma unico della destra, sarebbe deleteria.

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