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Il calvario di Stefano Cucchi non è solo un problema di carceri

Fra la persona integra arrestata col suo gruzzolo di sostanze proibite e la persona brutalmente picchiata c’è stata solo una notte in caserma dai carabinieri

13 Ottobre 2018 alle 06:00

Il calvario di Stefano Cucchi va oltre le carceri

La sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, e sullo sfondo il volto del fratello defunto (Foto LaPresse)

Tuttavia bisogna guardarsi dall’assegnare senz’altro il calvario di Stefano al capitolo carcerario. Fra la persona integra arrestata col suo piccolo gruzzolo di sostanze proibite e la persona cui vengono certificate nell’ambulatorio del tribunale “lesioni ecchimotiche in regione palpebrale inferiore bilateralmente”, e che lamenta “lesioni alla regione sacrale e agli arti inferiori” (i medici del carcere le preciseranno come “ecchimosi sacrale coccigea, tumefazione del volto bilaterale orbitaria, algia della deambulazione”, e quelli dell’ospedale come “frattura del corpo vertebrale L3 dell’emisoma sinistra e frattura della vertebra coccigea”), fra quelle due condizioni c’è stata solo una notte trascorsa in una caserma di carabinieri. (Da un mio articolo, 31 ottobre 2009).

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    14 Ottobre 2018 - 14:02

    Effettivamente Sofri non ha mai avuto simpatia per le forze dell'ordine ed è così la vita vista da un rivoluzionario permanente con un anarchismo pronunciato. Ricordo pure che anni fa da sinistra si presentò in parlamento o su i giornali il progetto di legge che voleva abolire l'Arma e integrarla nella polizia di stato. Ora i CC ne stanno combinando tante e tali che questo progetto di legge dovrebbe essere riproposto combinato con la damatio memorae eliminando il medagliere d'oro ed altre chincaglierie con i quali l'arma si pavoneggia . In effetti una forza di polizia che si presenta con una divisa dalla foggias vecchia di secoli è anacronistico

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