Su Marte hanno reagito così al commento di Di Maio su Marcinelle

Adriano Sofri

Nella notte marziana dell’8 agosto 2018 gli strumenti hanno registrato dall’Italia solo una notizia. E chi l'ha sentita ha annotato: “Forse non c’è vita sulla terra. Se c’è, non vale la pena”

Su Marte è in attività da un tempo immemorabile un dipartimento dedicato alla ricerca sulla possibilità che ci fosse vita sulla terra. Ha avuto attorno al XVII secolo terrestre d.C. una sua epoca d’oro, studiosi di gran prestigio, scoperte emozionanti, e i giovani marziani più brillanti facevano a gara per esservi assunti. Poi, piano piano, è subentrata un’abitudine sempre più vicina alla rassegnazione e comunque alla noia. Ridotto il numero dei ricercatori, ancora più ridotta la qualità dell’attenzione, quasi tutto delegato alle registrazioni degli strumenti e alla loro archiviazione. Salvo che i marziani vi riparino in folla per le tempeste di sabbia, succede che in certe notti (la durata del giorno su Marte è quasi uguale a quella della terra) nei vasti locali del dipartimento resti un solo addetto, e a volte anche lui timbra e se ne torna fuori a farsi i fatti suoi.

  

Come per tutte le grandi interrogazioni sull’universo, il problema alla fine è la mancanza o la pigrizia di chi dovrebbe leggere e confrontare il magazzino delle registrazioni. Nella notte marziana dell’8 agosto 2018 gli strumenti hanno registrato dall’Italia solo una notizia che diceva: “Ma a fine serata arriva anche il commento di Luigi Di Maio, con una frase destinata a far discutere: ‘Io penso che queste tragedie storiche devono farci riflettere. La tragedia di Marcinelle ci deve ricordare che non bisogna emigrare’.” L’addetto, una giovane marziana precaria, per vocazione violinista, ha annotato: “Forse non c’è vita sulla terra. Se c’è, non vale la pena”. Poi ha spento ed è uscita con passo leggero nella notte gelida e stellata. 

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