"Genitore 1 e genitore 2" è un'espressione bruttissima

Adriano Sofri

Non c’è alcun bisogno di colluttazioni sulla biologia e sui diritti. Senza i nomi di padre e madre il genere umano sarebbe senza passato

Caro Giuliano, “genitore 1 e genitore 2” è davvero un modo di dire bruttissimo. Nella propria vita personale e famigliare ciascuna e ciascuno può scegliere come chiamare se stesso e gli altri, se stessa e le altre. Negli atti pubblici non c’è alcun bisogno di nominare teneramente “mamma e papà”, e nemmeno solennemente “padre e madre”. (Ai miei tempi, e sono ancora vivo, c’era scritto: Firma del padre o di chi ne fa le veci. La madre vicaria). Basta scrivere “genitore”, “genitori”. Non c’è alcun bisogno di colluttazioni sulla biologia e sui diritti. Ho un problema: ieri, dopo aver letto il tuo pezzo, ho provato a capire come stanno le cose consultando Google dal 2012 in qua. Non ho capito. Non ho capito se davvero nei moduli per le carte d’identità fosse scritto “genitore 1 e 2”, o “primo e secondo” (caso anche questo migliorabile con la semplice dicitura “genitori”). Ho capito che Salvini non ha sostituito, né avrebbe potuto, “padre e madre”. Ho inoltre avuto l’impressione che qua e là, in particolare nelle scuole, si sia provveduto alla rinfusa, e secondo le predilezioni eventuali di direttori-direttrici, presidi, comitati di genitori (genitori?) eccetera. Una bambina, un bambino, può conoscere amore, maltrattamenti, mortificazione e felicità nelle condizioni più varie, nella famiglia con una madre e un padre e nella convivenza con genitori 1, 2 e 3. Nella storia (la preistoria?) del genere umano fino a poco fa mater certa pater sempre incertus, con quale percentuale di deroga si comincia appena a misurare. Senza i nomi di padre e madre il genere umano sarebbe senza passato, dunque senza presente. Senza conoscere e riconoscere altri modi di nascere e crescere e amare, il genere umano sarebbe senza futuro. No?