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Cambio tutto!

Di G. Chiesa, con V. Lodovini, N. Marcoré, L. De Rienzo, D. Abbrescia (Amazon Prime)

19 Giugno 2020 alle 15:14

Le donne grintose il cinema italiano deve cercarle fuori dai confini. Guido Chiesa dirige il remake del film cileno “Sin filtro”, girato nel 2016 da Nicolás López. Prima c’era stato “Ti presento Sofia” con Micaela Ramazzotti e Fabio De Luigi, remake dell’argentino “Sin hijos” di Ariel Winograd. Titolo italiano: “Se permetti non parlarmi di bambini!”. Il confronto con l’originale andava a svantaggio dell’Italia. Ma non si può pretendere granché dal paese delle mamme, a fronte di una commedia su una fanciulla che detesta i bambini. Terrorizzato, il nuovo moroso nega di avere una figlia, a ogni visita toglie i giocattoli e finge un appartamento da scapolo.

 

Forse hanno ammorbidito un po’ anche “Cambio tutto!”, ma la protagonista – con il nome in grande sul manifesto, altro record nel paese delle mamme – resta molto al di sopra dell’indipendenza, della ribellione e della simpatia che gli sceneggiatori italiani consentono a una ragazza. Va da sé che il paragone con “Thelma & Louise” è del tutto fuori luogo (non avete idea di quel che capita di leggere nelle recensioni, la melassa pseudo-femminista ha un solo titolo di riferimento). Valentina Lodovini soffre d’insonnia, tra un marito – e sedicente artista – che russa e un vicino che organizza feste fino all’alba. Aggiungete un capo idiota, che ha appena assunto un’influencer perché la pubblicità tradizionale non fa più effetto a nessuno. Il guru Neri Marcoré, in nome di qualcosa di olistico, le propina quattro gocce di una magica pozione. Il giorno dopo diventa una furia: dice esattamente quel che pensa nel momento in cui lo pensa. Nessuno resta in piedi, neanche il portinaio sikh che non fa nulla di quel che gli chiedono (così se uno protesta viene accusato di razzismo). Neanche l’ex fidanzato mollaccione, alla vigilia delle nozze con una fanciulla comandina (lui per dispetto o consolazione manda messaggi alle tre di notte). Fatti i danni, il guru offre la pietra magica, detta aragonite (vabbé): la rabbia ora va trasformata in gelidi attacchi. Per la prossima signorina tosta, aspettiamo il prossimo remake? O la prossima volta, cari sceneggiatori e sceneggiatrici, provate a fare da soli?

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  • sàlibo

    sàlibo

    25 Giugno 2020 - 01:51

    Io ho retto tre minuti tre.

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  • G.Lombardi

    20 Giugno 2020 - 15:37

    Diciamolo chiaramente, una grande cagata. Retorico, melenso, mollaccione, recitazione pessima, scelta dei personaggi infelice, insopportabile. La protagonista imita la ricerca dell'indipendenza, ma è soltanto una misera imitazione.

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