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Amore e inganni

La recensione del film di Whit Stillman, con Kate Beckinsale, Chloe Sevigny, Stephen Fry, Xavier Samuel (Rai Play)

5 Giugno 2020 alle 16:58

Incantevole ricupero della Jane Austen allegramente perfida di “Lady Susan”, romanzo epistolare scritto nel 1794 (uscì postumo nel 1871). Aveva 19 anni e un gusto per l’intrigo che pende verso “Les Liaisons Dangereuses”. Lady Susan è una vedova, in visita a Churchill dalla famiglia del marito. Ha una figlia da sistemare, a quel tempo le ragazze i soldi o li sposavano o li ereditavano. Cerca una sistemazione anche in proprio, ma un piccolo scandalo ne macchia la reputazione. Deve vedere la sua migliore amica di nascosto (il marito, che tiene i cordoni della borsa, minaccia di rispedire l’amica nel Connecticut, dovesse disobbedire). Per questo si scambiano lettere, lasciando fuori scena gli avvenimenti principali. E naturalmente non ci possiamo fidare di quel che dicono: i punti di vista sono parziali (quando va bene). Quando va male, un racconto ben fatto cambia a posteriori gli avvenimenti e prepara il terreno per altri inganni. “Love & Friendship” era il titolo scelto da Whit Stillman per il film, che ripropone la coppia Kate Beckinsale e Chloe Sevigny: deliziosamente a loro agio nel Settecento inglese come lo erano in “The Last Day of Disco”, anno 1998. Sempre di accenti, abiti eleganti e riti della tribù in fondo si tratta. Menzione speciale all’attore Tom Bennet, ovvero il corteggiatore ricco ma totalmente idiota, convinto che i comandamenti siano dodici – “Quali dobbiamo cancellare?”. Girato il film, il coraggioso Whit Stillman ha scritto “Amore e inganni ovvero Lady Susan Vernon di Jane Austen finalmente vendicata” (Neri Pozza). Tesi: Lady Susan non era cattiva, è la zitella stronza Jane Austen a dipingerla così.

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