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Contrordine, i cinema riaprono (ma con quali film?)

Mariarosa Mancuso

Quasi fuori tempo massimo, "le intelligenze superiori" ci hanno ripensato: i gruppi familiari e i conviventi potranno sedere vicini, e si potrà mangiare pure il gelato

Le “intelligenze superiori” – così le aveva chiamate il presidente dell’Anica Francesco Rutelli – ci hanno ripensato, a ridosso della riapertura fissata per i cinema il 15 giugno. Fino a ieri c’era la faccenda del gelato: lo si poteva comprare ma non mangiare, perché la mascherina andava tenuta anche in sala. E c’era la faccenda dei congiunti, che una volta entrati si dovevano separare. Stare seduti vicini era vietato, anche ai nuclei familiari. Ma chi ha voglia di andare al cinema con il vuoto intorno, e il nastro adesivo sulle poltrone, a scongiurare vicinanze pericolose?

 

Nei teatri tedeschi, per dire, hanno tolto le poltrone non occupabili, e consentito di andare in bagno anche mentre gli attori recitano (i larghi spazi vuoti lo consentono senza inciampare nelle gambe altrui). I cinema potranno riaprire da lunedì, ma con simili regole molti esercenti temevano di non rientrare nelle spese (e già, nei quattro mesi di chiusura, si calcolano 30 milioni di euro perduti rispetto all’anno scorso). Quasi fuori tempo massimo – per le riaperture bisogna organizzarsi – arriva un parziale contrordine. Devono aver trovato, tra le “intelligenze superiori”, qualcuno abituato a frequentare i cinema, oltre che i ristoranti.

 

I gruppi familiari e i conviventi potranno sedere vicini (siccome viviamo in un paese che diffida dei propri cittadini, le nuove regole specificano che la dichiarazione “è mia moglie” dovrà essere conforme al vero). Il gelato si potrà mangiare. Il film si potrà vedere con la mascherina messa a sottogola – tanti la tengono così, anche al ristorante. Le sale potranno ospitare fino a 200 persone, i cinema all’aperto fino a 1.000. E qui, pur non essendo esperti di ordine pubblico, forse qualche problema da risolvere rimane: quanti ingressi, quante casse e quanto tempo ci vorranno per farle entrare, e poi per farle uscire a spettacolo finito?

 

Non tutti i 4.000 schermi italiani riavvieranno il proiettore, pur con le nuove regole (qualcuno ha già deciso di riaprire a settembre, possiamo contare con sicurezza solo sui cinema all’aperto). Resta il problema dei film da mettere in cartellone, per la maggior parte già disponibili in streaming – e visti – quando eravamo chiusi in casa. Vale per “Favolacce”, Orso d’argento alla Berlinale girato dai fratelli d’Innocenzo, come per il meno interessante “Tornare” di Cristina Comencini. Titoli nuovi da grande pubblico all’orizzonte non se ne vedono. Sarà difficile mettere insieme un numero di spettatori sufficienti a pagare le spese con i film d’arte e cultura rimasti in magazzino. L’uscita dal coronavirus coincide con l’entrata nella stagione estiva, sempre piuttosto scarsa di soddisfazioni per lo spettatore italiano. Pare garantita finora soltanto l’uscita – ma si parla del 22 luglio – di “Onward - Oltre la magia”, l’ultimo titolo Pixar diretto da Dan Scanlon.

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