cerca

L’ebbrezza da festival è a portata di clic

Comincia su YouTube “We are One”, organizzato da 21 rassegne cinematografiche sparse nel mondo, tutte più o meno azzoppate dal coronavirus

29 Maggio 2020 alle 14:38

Pronti. Via. Oggi è il grande giorno. Potrebbe esserlo, almeno. Comincia su YouTube il multi-festival “We are One, organizzato da 21 festival sparsi nel mondo, tutti più o meno azzoppati dal coronavirus. Il Tribeca, per esempio, in programma a New York dal 15 al 16 aprile scorso. Non ci sono tutti – Cannes per esempio annuncerà la sua Selezione Ufficiale il 3 giugno, e cercherà di far adottare gli orfanelli da altri festival internazionali (oops, ci siamo distratti e abbiamo fatto un riassunto da serva; la formula ufficiale recita: “Cercherà di promuovere i film selezionati, tutti con uscita prevista in sala da qui alla primavera del 2021, con adeguate iniziative”). Non c’è neppure la Mostra di Venezia, che sta studiando come reinventarsi.

  

Da ieri fino al 7 giugno, sul divano di casa e grazie a YouTube, “We Are One” propone una scelta dal programma dei festival. Così ogni spettatore potrà provare l’ebbrezza di annoiarsi, di vedere film provenienti dai remoti angoli del mondo, di scoprire titoli che mai sarebbero arrivati in sala (a dispetto di certe recensioni liricheggianti). Perché questo perlopiù si fa ai festival: si vede parecchia roba, non tutta meritevole, ma impossibile da reperire altrove.

  

I film di grande richiamo – quelli che riescono a farsi riconoscere anche fuori dal recinto – sono una piccola percentuale. E su “We Are One” non ci sono, al momento. Bisogna mettere d’accordo tutti gli aventi diritto, a cominciare dal produttore, dai distributori e dai proprietari di sale – ultimo viene il regista, con le sue pretese di gloria – che preferirebbero sapervi al cinema, con una vasca di popcorn da sgranocchiare. Non in pigiama sul divano di casa, a rischio appisolamento. Quando finiranno di fare i conti e di districarsi tra i vari gradi di anteprima (mondiale, nazionale, internazionale, festivaliera), cominceranno ad affacciarsi pure loro. Qualcuno deve pur cominciare con la bigiotteria, i gioielli di famiglia arriveranno dopo.

  

“We Are One” è aperto a tutti, ci sono gli orari di proiezione e la possibilità di commenti in chat. E’ anche gratuito, ma accanto a ogni film c’è la scritta “Donate”, e l’organizzazione anticoronavirus che godrà del vostro obolo. Oltre ai film (e ai cortometraggi), ci sono le conversazioni che facevano da contorno al programma del Tribeca. Subito da segnare, Marina Abramovic che chiacchiera con Alejandro González Iñárritu. Dal festival di Marrakech arriva invece l’intervista a Guillermo del Toro – un po’ stagionata, è del 2018.

   

IndieWire suggerisce una parodia horror del 1977, su una pianta carnivora tipo “La piccola bottega degli orrori”. Regista cecoslovacco (allora, tale Oldřich Lipský) quindi avete il bene dei sottotitoli in inglese. Titolo: “Adela Has not Had Supper Yet”. L’ebbrezza da festival è a portata di clic. Vale la pena di provare.

 

Mariarosa Mancuso

Critica cinematografica, ha studiato filosofia e ha cominciato a occuparsi di cinema per le radio della svizzera italiana. Lavora per Il Foglio sin dai primi numeri e ha tradotto i racconti di Edgar Allan Poe. Ha raccolto le recensioni di un anno di lavoro in un libro del Foglio che ha preso il nome dalla rubrica del sito, Nuovo cinema Mancuso. Nel 2010 Rizzoli ha aggiornato e ristampato Nuovo cinema Mancuso, con la partecipazione di Giuliano Ferrara e Aldo Grasso.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi