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La cosa che vorrei fare di più a San Valentino è baciarti, Barbara D’Urso

Per la festa degli innamorati, ecco la lettera d’amore definitiva di Maurizio Milani

14 Febbraio 2019 alle 06:24

La cosa che vorrei fare di più a San Valentino è baciarti, Barbara D’Urso

La vera e unica lettera d’amore totale un innamorato la scrive solo per il giorno di San Valentino. Certo, il mio è un innamoramento a senso unico. Lei non sa. Però l’uomo che perde il senno per una donna diventa irrazionale, ama e basta. Fatta questa bella e completa premessa, la lettera d’amore più importante da me scritta è questa. Nessuna mai la batterà come intensità emotiva.

 

Gentilissima Barbara D’Urso, è importane per me e per gli amici del Foglio dedicarvi il giornale tutto. Sì, oggi il Foglio – sia cartaceo, sia online, sia la versione inglese e spagnola (in portoghese esce solo il sabato) – è per lei, bellissima Barbara. Non c’è nessuna donna al mondo, nemmeno Eva Longoria, che ha il vostro fascino e charme. Quanti uomini avete fatto e farete innamorare? Secondo le mie stime, 35 milioni. Ecco, io, Piero Vietti, il direttore Cerasa, Carlo Rossella, Maurizio Crippa, Giovanni Battistuzzi, Luciano Capone, insomma tutti del Foglio sono innamorati di lei sia come donna, sia come giornalista-conduttrice di programmi belli. Anche nell’intervista di qualche giorno fa al presidente Berlusconi si vedeva che pure lui è di voi innamorato. In pratica, tutti. Sembrate sempre bella come quando facevate la Dottoressa Jo – in una puntata io facevo la parte di un giovane che beveva in casa assieme al suocero, entrambi gli ubriaconi venivano buttati per strada dalle mogli.

 

Oggi ho 56 anni e dopo quella bellissima esperienza televisiva non ho più lavorato, anche perché non ho voglia. La mia maestra elementare, che adesso ha 89 anni (li compie oggi), quando mi vede mi dice: “Avrei scommesso che diventavi un pelandrone”. Io le rispondo: “Per forza, manco di triptofano, che è l’amminoacido essenziale per fare qualsiasi cosa, anche giocare a bocce”. L’unico mio interesse, Barbara, siete voi. Parlo a livello sentimentale. Poi giro nei boschi a raccogliere ghiande che uso come combustibili per riscaldarmi nei lunghi inverni lombardi. Infatti, amore, abito in una roulotte senza ruote piantata in un camping sotto sequestro per riciclaggio sulle rive del Lago di Varese, il più bel lago italiano, anche se non blasonato come altri. Tutti i giorni percorro il suo perimetro in bicicletta, sono circa 50 km (anche meno). Ieri c’erano i Mondiali di canottaggio sulle sue acque. Io ho preso la rincorsa con la bici e mi sono lanciato dentro. Non pensavo di arrivare a 30 metri dalla riva, proprio sul campo di gara. Ho travolto la barca della giuria e i Mondiali sono stati sospesi. Riprenderanno oggi sul Lago Trasimeno. Il sindaco mi ha fatto un’ordinanza dove la mia presenza non risulta più gradita. Poi però la sera ne ha fatta un’altra dove dice che sono cose che possono capitare ai ragazzi innamorati e ha cancellato il precedente atto amministrativo. Sento bussare alle 2 di notte alla mia roulotte (salta giù la porta in quanto è di sughero). Era il sindaco. Subito si è stupito nel vedere tutto il camper – scusa amore, ti ho mentito, non ho una roulotte, ma un camper già appartenuto a Milito, bomber interista… Si è stupito, dicevo, nel vedere tutte le pareti del mezzo tappezzate con copertine di rotocalchi dove ci sei tu, Barbara. Si è commosso e mi ha confidato che anche lui ti ama, e spesso ti scrive delle letterine d’amore sotto falso nome, tale Piero Saronis.

 

Barbara, amo molto nei tuoi programmi la luce che c’è, diciamo che il tuo direttore della fotografia è un genio. Sai cosa avrei voglia di fare per San Valentino? Di baciarti! Certo, in questi anni di rubrica ho scritto alle donne più belle del mondo dicendo che ero di loro innamorato. Ma tranne che per Anna Tatangelo, Jennifer Lopez, Anna Falchi, Beyoncé, la commessa davanti a casa mia, Paola Perego e Giorgia, per le altre non provo niente. Sì, c’è della simpatia, ma niente di più. Per cui con questa lettera d’amore per te vengono annullate tutte le altre lettere d’amore scritte su questo fantastico giornale. Se non ti disturba, da qui in avanti ti chiamerò “Grande amore mio”. Dunque, Grande amore mio, sai che non so cosa dirti? Però sì, ho ancora tantissime cose da mettere in questa totale lettera d’amore. Che tu lo voglia o no, farò tutto quello che dici in televisione, al cinema, a teatro, nei libri e nelle interviste. Se dovessi vincere alla lotteria istantanea, quella che dà un milione di euro al giorno, andrei subito ad acquistare un natante da un milione di euro e ci metterei il tuo nome. Certo, poi sul Lago di Varese tale imbarcazione non può navigare, per cui la vendo per 530.000 euro.

 

Sì, Grande amore mio, ho sempre speso tutto. Una zia nubile nel 1980 mi lasciò una cospicua eredità. Potevo vivere decorosamente per i successivi cento anni. Invece ho speso tutto. Non è il caso, in una lettera romantica, di fare l’elenco di come ho dilapidato tali somme. Però voglio dirtelo, amore. Dal 1981 al 1982 ho vissuto a Las Vegas, al Caesar Palace Hotel, con una ragazza che oggi è una apprezzata ricercatrice al Cern di Ginevra. Ieri è venuta a trovarmi e si è innamorata del sindaco. Io li ho buttati fuori dalla mia roulotte che sta per essere rimossa e demolita per sanità pubblica. In effetti sono affetto dalla sindrome da accumulo, per cui non getto via niente. Anzi raccolgo anche da fuori e porto in roulotte bottiglie di plastica vuote, lattine di tonno e lasciamo perdere. Il romanticismo è altro. Barbara, Grande amore mio, puoi fare un tweet che dici che anche tu mi ami? Tieni conto che ultimamente mi sono lasciato andare, per cui sono anche brutto da vedere.

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