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Conservatori, sì. Anche reazionari?

L’irruzione dei princìpi tra i popolari spagnoli nel dopo Rajoy. Il punto di vista del País

6 Agosto 2018 alle 09:00

Conservatori, sì. Anche reazionari?

Pablo Casado (LaPresse)

Il ricorso ai princìpi rappresenta la vera identità del pensiero reazionario, fa notare Alvaro Elorza sul País, citando lo storico spagnolo José Antonio Maravall. Il tema in Spagna è tornato di attualità con l’arrivo, inaspettato, del giovane Pablo Casado alla direzione del Pp, partito che fu di Mariano Rajoy. “Il rischio dei princìpi – scrive il giornalista – sta nel loro status di pilastri delle ideologie, con il principio convive una dimensione necessaria di permanenza e immutabilità. Per questo, frequentemente, dai princìpi nascono i fondamentalismi”, tanto nella religione, come ad esempio la radicalizzazione dell’islam, quanto in politica, come accade in Europa con la rinascita dell’estrema destra. “I principi condannano il cambiamento e in senso stretto sono reazionari”, scrive Elorza. Reazionari sono anche i populismi di sinistra, dice il giornalista, come Iglesias o Garzón,o a maggior ragione, lo sono quelli che sono degenerati in dittature come nel caso di Maduro e Ortega. “Nel pensiero democratico, la piattaforma dei princìpi non ha senso, nella misura in cui assume una dimensione teologica, dove ciò che viene mantenuto è sostenuto da una rete di valori e credenze, che tendono alla stabilità ma che sono passibili di piccole variazioni”.

  

Nel caso spagnolo si sta assistendo a un superamento del “marianismo”, Rajoy era certamente un conservatore convinto, ma il suo conservatorismo era legato più alle questioni patrimoniali, a un attaccamento al potere proprio della classe dominante che perdura dall’epoca della Restaurazione. “Governare non era riformare, ma resistere”, scrive Alvaro Elorza. Difatti, Rajoy e il suo Partito polare, nonostante l’attaccamento alla chiesa e le sue pressioni, non ha messo mano alle riforme socialiste sull’aborto e i matrimoni gay, governare era appunto resistere, non riformare. Non è così per Pablo Casado, più giovane di Rajoy. Con il nuovo leader siamo di fronte al ritorno dell’anima reazionaria del Pp, che riemerge nel nome dei “princìpi” e della fedeltà alla linea politica, quella delle origini di Manuel Fraga. I princìpi che guideranno il Pp di Casado saranno: “La famiglia come totem, la difesa della vita, mano dura contro la Catalogna e una legislazione preventivamente repressiva”. “Manca solo Franco”, ironizza il giornalista del quotidiano spagnolo. Il nuovo Partito popolare, per fedeltà alla linea, è pronto a rifiutare qualsiasi accordo con la sinistra. Il Pp di Pablo Casado, che ha preso le redini del partito il 21 luglio, sembra voler tornare alle origini, al senso più intimo del conservatorismo spagnolo, di una destra fondata sui princìpi, intenzionata a opporsi al nuovo governo socialista di Pedro Sánchez brandendo le ideologie e i dictat come base dell’azione politica.

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