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Il comodo spauracchio del bail-in

C'è un'intesa tra sovranisti e Banca d'Italia forgiata sull'avversione ai salvataggi voluti dall'Europa. Eppure le banche le salvano tuttora i contribuenti. I rischi di aizzare (ancora) il risentimento bancario  

3 Aprile 2019 alle 11:20

Il comodo spauracchio del bail-in

(Foto LaPresse)

Non sappiamo ancora se sarà Gianluigi Paragone a condurre la danza, ma chiunque guiderà la tribù di parlamentari nella nuova commissione di inchiesta sulle banche, avrà un totem attorno al quale celebrare la sua danza guerresca: il bail-in, un feticcio europeo simbolo di lutti e spoliazioni. Gli scagliano contro maledizioni gli investitori forse non proprio ignari, ma spesso raggirati; lo agitano nei loro riti elettorali i grillini come i leghisti; e quello strumento nato per evitare che le crisi bancarie...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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