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L’America è morta

Trump ha dato il colpo di grazia a un paese che ha preparato il terreno all’autoritarismo coltivando utopie progressiste. Andrew Sullivan a briglia sciolta sugli orrori dei populisti di destra e gli errori dei democratici di sinistra. Con una postilla sulla chiesa, che può dire qualcosa di originale

Mattia Ferraresi

Email:

ferraresi@ilfoglio.it

6 Agosto 2018 alle 10:29

L’America è morta

Illustrazione di Vincino

Seduto in veranda, Andrew Sullivan gira la telecamera dell’iPhone per mostrare il posto “terribile” in cui va ogni estate a “far finta di lavorare”. Le onde dell’oceano, depotenziate dalla diga naturale di Cape Cod, si frangono gentili sulla spiaggia assolata di Provincetown, mentre il vento gagliardo entra nel microfono, facendolo gracchiare. Da qualche parte sotto la sua casa estiva, nel 1620 ha attraccato la Mayflower, e qualche settimana più tardi i Padri pellegrini si sono spostati poco più a sud...

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    07 Agosto 2018 - 11:11

    Bene si comincia a ragionare e capire che i figli dei fiori devono andare fuori dai maroni, che il politically corretto è una fregnaccia quando si va oltre misura. Si comincia a ragionare quando si comincia a dire che l’immigrazione selvaggia non è una logica democratica ma un casino che nessuno vuole ed il popolo lo si costringe a votare populisti e caciottari. Molti lettori del foglio lo scrivono da anni inascoltati e quando Salvini va, per ora, al Viminale, si scopre l’acqua calda. Si scopre che Macron ha tradito il suo mandato ed è nel pallone e che la Merkel, dopo l’imbarcata di un milione di immigrati, è finita e causa della rinascita, questa si pericolosa, di una destra germanica. L’Europa sta finendo e, questo è il grave, su una questione di immigrazione. Pazzesco. L’America di Trump, sull’analisi dell’articolo può passare. È l’Europa che, se non si cambia politica immigratoria è destinata a scomparire.

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  • adebenedetti

    07 Agosto 2018 - 00:12

    L`America puo` morire anche grazie a Twitters come questi: -Dumbass fucking white people marking up the internet with their opinions like dogs pissing on fire hydrants- oppure come il seguene. -Oh man it`s kind of sick how much joy I get being cruel to old white man- oppure -I open my mouth to politaly greet a Republican, but nothing but an unending cascade of fvmit flow from my face- oppure -Are white people genetically predisposte to burn faster in the sun thus logically being fit to lin underground like groveling.- Questi twitters razzisti sono il frutto della giornalista coreana del NYT SARAH JEONG. Ve ne sono altri un cui sono presi di mira le forze dell`ordine. Ma si puo` essere FAKE anche con il silenzio. Il NYT ha difeso le posizioni razzziste della sua giornalista che ha tutto il diritto , secondo il Primo Emendamento, di esprimere la sua opinione. Ma non si faccia la morale a Trump e si parli di morte dell`America.

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  • nicola.grassi.m

    06 Agosto 2018 - 20:08

    Intervista veramente interessante

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    06 Agosto 2018 - 16:04

    "Trump ha dato il colpo di grazia a un paese che ha preparato il terreno all'autoritarismo coltivando utopie progressiste." Se prendiamo per buono, l'incipit, il colpo di grazia l'avrebbero dato sia la Clinton che Sanders. Un modello di paese concepito sulle utopie progressiste, è questione di tempo, ma è destinato a franare. Le utopie non possono essere materiale da fondamenta stabili e sicure. Infatti non è mai accaduto perché l'istinto di sopravvivenza dell'uomo vi ha sempre messo una pezza. Ovvio che la pezza non possa essere un pranzo di gala. Né per chi ce la mette, né per i cultori delle utopie. Ma tant'è, tertium non datur. Noi ci mettiamo tante feroci passioni contrastanti ubriacandoci di supposte virtù. Pragmaticamente: tanti feroci interessi terreni contrastanti: Barak ha coltivato i propri, Donald tenta di coltivare i propri. Tutto regolare.

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