L'apocalisse digitale

A questo confessionale non è ammesso perdono dei peccati. E’ il cyber-stalinismo in grado di annientare anche un premio Nobel. Ecco il nuovo ordine morale che rischia di sovvertire la società liberale

21 Gennaio 2018 alle 06:12

L'apocalisse digitale

Foto di Christopher Sessums via Flickr

Tim Hunt era un grandissimo premio Nobel della Medicina. Ma è bastato qualche cinguettio per cacciarlo dallo University College di Londra e pure dalla Royal Society, il tempio britannico della conoscenza. Hunt è stato letteralmente annientato per una battuta un po’ infelice sulle colleghe in laboratorio durante una conferenza a Seul (“ti innamori di loro, si innamorano di te e quando le critichi piangono”). Per così poco, una campagna su Twitter ha praticamente fatto fuori la carriera del premio Nobel....

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    22 Gennaio 2018 - 09:09

    Articolo interessantissimo e da meditare seriamente perché interessa tutti, indistintamente. Rendersi conto che con il nostro telefonino oggi possiamo arrivare ad uccidere o indurre al suicidio chiunque, impunemente. E' possibile, e sta già accadendo. E' possibile: rendiamocene conto!

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    21 Gennaio 2018 - 09:09

    Ad ogni scoperta o invenzione tecnologica ci ritroviamo ad essere come i bambini, che giocano a scoprire fino a che punto possono provarne tutti gli effetti. I social consentono a chiunque anzi a tutti indistintamente di sparare la prima arbitraria sentenza che viene in mente contro chiunque e su qualsiasi argomento, in diretta e al mondo intero, senza argomentare né giustificare: impunemente. Quando - e grazie a Meotti per aprire gli occhi su quest'arma micidiale posta in mano a tutti - ci si renderà conto che tutti possono uccidere ma anche essere uccisi, si studierà il modo di ridurre la scoperta a strumento lecito ma solo sotto diretta e personale responsabilità della persona che lo usa. Nulla e nessuno deve poter prevaricare la dignità e la libertà responsabile della persona umana. Come si vede, i Diritti Universali dell'Uomo non sono belle parole scritte là a disposizione di tutti e gratis, sono - invece - quotidiana e personale conquista di ogni persona che ci tenga davvero.

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