Visto Céline, non si stampi: le bagatelle della censura

Ecco come andò in Italia quando furono pubblicati i tre pamphlet antisemiti

Giulio Meotti

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Louis-Ferdinand Céline

Louis-Ferdinand Céline. Gallimard ha annunciato e ritirato i suoi pamphlet antisemiti e anticomunisti del periodo della guerra. Nel 1981 Guanda li pubblicò, per volere di Giovanni Raboni e Franco Cor

Nel giro di quattro anni, dal 1937 al 1941, Louis-Ferdinand Céline incise le sue tre colonne infami: “Bagatelles pour un massacre”, “Les beaux draps”, “L’Ecole des cadavres”. Da allora, quei libri, frutto della demonolatria delle più paranoidi, sono rimasti inaccessibili al pubblico e dell’antisemitismo del loro autore si è detto tutto e il contrario di tutto, cercando di separare il grande romanziere dall’orrendo pamphlétaire. Nel 1993 la Francia si scandalizzò di fronte a una tesi a dir poco ardita: l’autore...

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Commenti all'articolo

  • RoroFefe

    01 Febbraio 2018 - 11:11

    Grazie per la ricostruzione della vicenda. Vale la pena di ribadire che, nell'editoria e nella desitrbuzione della cultura in generale, esiste una censura ben più sottile e be più pericolosa, che ahimé, neppure crea dibattito. Suggerisco di leggere, su questi temi, Alberto Lecco.

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  • lorenzolodigiani

    29 Gennaio 2018 - 16:04

    D’accordo con Meotti, questa volta. Ma perche’ le pietre d’inciampo non gli vanno a genio?

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