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Nostalgia di Obama

Jon Favreau, l’enfant prodige che scriveva i suoi discorsi, è tornato in campo. Oggi fa parlare i podcast, per ridare forza ai democratici

6 Agosto 2018 alle 11:08

Nostalgia di Obama

Barack Obama col suo speechwriter nel 2009 (Wikimedia)

Il morbo della nostalgia obamiana è in circolo. Un fenomeno da sistematizzare, tanto è stato brutale lo choc del ricambio Barack-Trump. Ma in fondo ancora oggi basta un’apparizione in una cafeteria dell’ex presidente e dell’eterno e fedele vice Biden, per risvegliare tsunami di demo-malinconia passatista. E questa, se ci mettiamo nelle scarpe dei progressisti, è la strada più sbagliata e pericolosa da imboccare. Perché Obama (per non parlare di Biden) è storia. E qui c’è un disastro politico da arginare...

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    06 Agosto 2018 - 14:02

    Appunto un morbo. Obama è stato uno dei peggiori presidenti che gli Stati Uniti abbiano avuto. Forse verrà superato da Trump ma non di molto. Tutte le sue azioni sono state fallimentari, dalle primavere arabe da lui istigate alla guerra libica assieme a quell'imbroglione di Sarkozy, al macello siriano fomentato da manine molto vicine all'abbronzato al pessimo rapporto con l'alleato storico Israele, all'altrettanto pessimo accordo con gli iraniani. E non solo. Era anche vendicativo oltre che poco accorto: odiava Putin ma contro il leader russo perdeva sempre. Meglio lasciarlo perdere.

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