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Se l’America abbandona gli alleati

La Germania si sente meno sicura, sembra non fidarsi dell’Europa e s’interroga sulla bomba. Scenari nucleari anche per Berlino, azzarda uno scienziato

6 Agosto 2018 alle 12:58

Se l’America abbandona gli alleati

Abbiamo bisogno della bomba?”, titola la Welt in prima pagina. “Per la prima volta dal 1949, la Germania non è più sotto l’ombrello nucleare degli Stati Uniti”, scrive Christian Hacke. Lo scienziato lancia una provocazione, che mostra quanto le minacce di Donald Trump, lanciate dal summit di Bruxelles, abbiano innervosito la Germania. “Bisogna dare priorità – scrive Hacke – alla difesa nazionale sulla base di un deterrente nucleare, alla luce delle nuove incertezze e potenziali conflitti transatlantici”. Per lo scienziato, contare su una soluzione europea è “illusorio”, perché gli interessi nazionali sono molto diversi tra loro. 

   

“Gli Stati Uniti potrebbero fare da soli”, aveva avvertito Donald Trump a Bruxelles e la Germania ha iniziato a prendere in considerazione che cosa l’affermazione trumpiana possa realmente significare. L’Unione europea non solo teme che la possibilità di essere abbandonata da Washington si realizzi, ma inizia anche a porsi la domanda sul dopo, su come agire se gli Stati Uniti, oltre a disinteressarsi alla difesa degli stati membri dell’Europa, dovessero trasformarsi in una minaccia.

   

Non è la prima volta che la Germania prende in considerazione l’opzione nucleare. Già nei primi anni Sessanta Konrad Adenauer, che iniziava a dubitare dell’affidabilità di un alleato come gli Stati Uniti, aveva cercato di accordarsi con Charles de Gaulle per il progetto di dissuasione nucleare Force de frappe. Quando poi Adenauer lasciò l’incarico, la Germania ratificò il trattato di non proliferazione nucleare – era il 1968 – che impediva di sviluppare armi atomiche. Nel 1990, il Trattato sullo stato finale della Germania, negoziato tra la Repubblica federale di Germania, la Repubblica democratica tedesca e le quattro potenze che occuparono la nazione alla fine della Seconda guerra mondiale – Unione sovietica, Stati Uniti, Francia e Regno Unito – fece in modo che il paese si impegnasse in ogni modo a rifuggire le armi nucleari.

    

Che la Germania si doti di un arsenale atomico, secondo i Trattati internazionali, è estremamente improbabile. “Se la Germania dovesse rinunciare al suo status di potenza non nucleare, cosa impedirebbe alla Turchia o alla Polonia di seguire il suo esempio? Chi può desiderare che la Germania diventi il becchino del regime di non proliferazione? Chi può volerlo?”, chiede in risposta sulle colonne del quotidiano tedesco Wolfgang Ischinger, ex ambasciatore tedesco negli Stati Uniti.

     

Hacke commenta anche la situazione dell’esercito tedesco. A maggio solo quattro dei 124 jet Eurofighter della Germania potevano effettivamente volare. Anche la marina si trova in difficoltà. “Niente vola, niente galleggia e niente corre”, commenta Hacke. La minaccia dell’abbandono degli Stati Uniti ha gettato la Germania, il cui esercito è in grande crisi, in grandi preoccupazioni. Anche il reclutamento è un problema, Berlino ha eliminato la leva obbligatoria nel 2011 e ha cercato di affidarsi ai volontari, ma, come commenta lo scienziato, per molti tedeschi indossare un’uniforme militare è ancora uno stigma.

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