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Trump e le ragioni del no alla Bomba iraniana

Il presidente americano si ritira dall’accordo che non rende sicura l’America né i suoi alleati. Rohani: continueremo con gli altri

8 Maggio 2018 alle 21:05

Trump e le ragioni del no alla Bomba iraniana

Foto LaPresse

Roma. Donald Trump ha deciso, gli Stati Uniti si ritirano dall’accordo sul nucleare iraniano, cioè usciranno dal gruppo dei paesi firmatari – oltre all’Iran, la Francia, il Regno Unito, la Germania, la Russia, la Cina e l’Unione europea. Il presidente americano non firmerà il “waiver” che sospende le sanzioni alla Repubblica islamica d’Iran, e il regime sanzionatorio tornerà in vigore, “completamente”. La Bomba atomica non sarà “evitata sotto questo accordo”, che è a tempo limitato, non stabilisce controlli completi, non riguarda né le armi convenzionali né la sponsorizzazione del terrorismo “in Siria, in Yemen e in molte altre parti del mondo” e non ha garantito la crescita sperata: “L’economia iraniana va malissimo”, ha detto Trump. Per questo l’America si ritira dall’accordo del 2015 perché “l’America non si lascerà tenere ostaggio” delle minacce di Teheran: in perfetta sintonia con Israele, Trump ha ricordato che le prove appena presentate dal premier, Benjamin Netanyahu, dimostrano che l’Iran ha mentito spesso e in modo continuativo sulle proprie ambizioni nucleari. Mentre il presidente americano parlava il governo di Gerusalemme faceva sapere che i soldati sono schierati sul Golan e i rifugi anti bombardamenti aperti – le alture al confine con la Siria sono diventate una nuova base di attacco per le forze iraniane e i suoi alleati, lo status quo che ha tenuto su il regime di Damasco non si è rivelato così sicuro per Israele.

 

Per rassicurare gli alleati, in particolare gli europei che hanno tentato in ogni modo di evitare il ritiro americano dall’accordo, Trump ha detto che vuole lavorare a una “soluzione reale” insieme agli altri, come sta facendo con la Corea del nord. Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha commentato il ritiro americano dall’accordo, che non è un patto tra americani e iraniani, “è un deal multilaterale”: il presidente Trump mostra ancora una volta il suo disprezzo per i trattati e gli accordi internazionali, e l’inaffidabilità dell’America. Rohani vuole negoziare con i firmatari rimasti, farsi dare garanzie, e alla fine delle consultazioni andare avanti con l’accordo del 2015.

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    08 Maggio 2018 - 21:09

    Lo dico in tutta onesta' e con tutto lo stupore possibile : non avrei mai creduto che potessero accadere eventi o emergere situazioni che mi avrebbero reso simpatico l'Iran!!! E invece......

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    • Carlo A. Rossi

      09 Maggio 2018 - 08:08

      Carissimo Branzanti, al di là delle Sue idiosincrasie vagamente, mi perdoni, patologiche, ho sempre apprezzato comunque la convinzione. Ma questa volta non La seguo per nulla: Lei mi sembra quel marito che, per fare dispetto alla moglie, si evira. Davvero, e lo chiedo con tutta l'onestà possibile e sincerità, Lei preferisce un regime (non un popolo o una nazione) di millenaristi pazzi furiosi (se Rohani è il moderato, non oso immaginare gli oltranzisti) a Trump (che per quanto possa essere come un elefante in una cristalleria, in questa situazione ha dimostrato di avere la schiena diritta: anche imprese americane avevano sottoscritto contratti d'affari con imprese iraniane)? Se lo chieda in tutta coscienza. Io, per quanto detestassi Obama, lo avrei preferito senza ombra di dubbio. Cordiali saluti.

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      • branzanti

        09 Maggio 2018 - 10:10

        Carissimo Rossi forse più che il marito autolesionista somiglio all'amante tradito (filo americano per una vita) che vede difetti in tutto ciò che l'amore perduto compie. Comunque premesso che apprezzavo Obama per ciò che era e per il prestigio che aveva riportato agli Usa (mi permetto di suggerirle la lettura di un interessante testo di un grande amico degli Usa come Massimo Teodori) vedere calpestato ogni principio della diplomazia el del diritto internazionale (pacta sunt servanda) mi indigna. Da questa vicenda emergono solo arroganza, disprezzo per tutti, anche quelli che, non so per quanto, si considerano tuoi amici, e totale disinteresse per le sorti del pianeta (come sul piano ambientale). E allora anche un posto detestabile come l'Iran finisci per guardarlo, obtorto collo, con occhio diverso. Grazie per il suo garbato commento.

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        • Carlo A. Rossi

          09 Maggio 2018 - 11:11

          Carissimo Branzanti, alla fine, mi perdoni, ma Lei si dimostra inopinatamente testardo. La Sua visione del mondo è: Trump è un farabutto, qualunque cosa faccia, è sbagliata. Può darsi. Ma "pacta sunt servanda" Lei lo riserva completamente a Trump: del fatto che l'Iran abbia sempre fatto orecchie da mercante, non una parola. La Sua ammirazione per Obama mi lascia immaginare che Lei appartenga a quella categoria di persone convinta che trattare con i maomettani sia la stessa cosa che gestire una trattativa qui, in Europa. Purtroppo, da quelle parti, non funziona così: un gesto distensivo e di buona volontà, per un deficit culturale, è interpretato come debolezza. Lei non è amico degli Stati Uniti: Lei è amico di una Sua rappresentazione ideale di ciò che vorrebbe fossero gli Stati Uniti. E quando la realtà non corrisponde all'idea, è la realtà ad essere sbagliata. Cordiali saluti.

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        • branzanti

          09 Maggio 2018 - 12:12

          Carissimo Rossi ci sono verità nella sua risposta a cominciare dal fatto che, oggi, non mi sento vicino agli Usa, ma resta il fatto che ho difeso, anche in contesti pubblici di cui all'epoca facevo parte, il bombardamento in Libia e la prima Guerra del Golfo e sono stato favorevole alla seconda. Però è vero, ho sempre pensato che l'America fosse un paese che difendeva la libertà e la dignità degli uomini, capace di offrire un rifugio a chi le vedeva calpestate. Semplicemente non è così e vedere eletto uno dei peggiori personaggi della storia universale (umanamente prima che politicamente) lo ha soltanto confermato. Per come sono fatti gli americani meglio perderli che trovarli, incapaci di amicizia e di rapporti che non siano di sopraffazione con alcuno. È evidente che mi ero sbagliato.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    08 Maggio 2018 - 21:09

    Trump ha fatto BENISSIMO, è stato PERFETTO. Ne tragga le conseguenze Macron, che deve crescere e decidere IN FRETTA cosa gli deve stare a cuore, da Francese. Trump sta gestendo Korea e Iran in parallelo perché uno influenza l'altro, e l'America is becoming great again. Alleluhia! Adesso dobbiamo sostituire la Mogherini e dimenticare Obama - if only we could! Ci pensi anche l'Elefantino, colla proposcide influenzata da opinioni di newyorkesi miopi e inaciditi, vorrei leggere un barrito sulla mossa di Trump.

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