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“Morte all'America”, nel Parlamento di Teheran si brucia la bandiera degli Stati Uniti

Dopo il ritiro di Trump dal deal sul nucleare l'Iran reagisce lanciando slogan contro “i sionisti”. Intanto sul Golan e nel nord d'Israele sembra avvicinarsi anche la guerra militare

Giulio Meotti

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meotti@ilfoglio.it

9 Maggio 2018 alle 11:26

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E' da quarant'anni, da quel 1979 in cui l'ayatollah Khomeini fece la sua rivoluzione islamica, che le autorità iraniane cantano “morte all'America” e bruciano le bandiere a stelle e strisce, le calpestano, le dileggiano, le ingiuriano. Stamani, al Parlamento di Teheran, alcuni deputati iraniani hanno bruciato la bandiera americana fra gli applausi e gli slogan contro “i sionisti”. E' quarant'anni che quel regime teocratico si fonda sulla guerra - ideologica, politica e morale - al “grande e piccolo Satana”, Stati Uniti e Israele. In queste ore, dopo l'uscita di Donald Trump dal deal atomico con Teheran, sul Golan e il nord d'Israele sembra avvicinarsi anche la guerra militare. Sarà una guerra diretta fra gli ayatollah e Israele o una per procura tramite Hezbollah? Intanto Israele apre i rifugi antimissile.

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Commenti all'articolo

  • Mariocarlo

    09 Maggio 2018 - 21:09

    Come possiamo sostenere una nazione che brucia bandiere? Addirittura in parlamento ... che bello esempio .. Mi chiedo quando toccherà al nostro tricolore

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    09 Maggio 2018 - 14:02

    Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha l'obbligo legale e morale di convocarsi d'urgenza e di telegrafare immediata espulsione dell'IRAN dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (Unite da amore e rispetto per l'umanità) se il Parlamento e il Governo di quel Paese non si scusano formalmente e incondizionatamente entro 24 ore per aver ridotto a macelleria il Parlamento del loro stessa Nazione, bruciandovi la Bandiera di un altro Popolo Sovrano. Detto questo, bruciare la bandiera a Stelle e Strisce NON è un messaggio all'America, ma all'EUROPA, e alle sue bandiere .... Una minaccia in stile mafioso che il mondo perbenista appresso a quell'inetto di Obama si ostina a eclissare dal priprio orizzonte, spostando la luna sempre a coprire il sole !

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    • Mariocarlo

      09 Maggio 2018 - 21:09

      Sono pienamente d'accordo!

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    • branzanti

      09 Maggio 2018 - 16:04

      Senza offesa e con tutto il rispetto che Le devo, ma qual'è l'amore e il rispetto per l'umanità degli americani?

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      • Carlo A. Rossi

        10 Maggio 2018 - 00:12

        Carissimo Branzanti, ormai, dove c'è Trump, c'è anche Lei. C'è una simbiosi fra Lei e il "Tinta" che mi stupisce. Nella nostra diatriba precedente, Lei non è mai entrato nel merito della questione da Lei stesso sollevata, ovvera "pacta sunt servanda", che vale solo come critica a Trump, ma non si sogna neppure di prendere in considerazione di applicare ciò al regime iraniano. Io posso capire la delusione di fronte alla sconfitta: è umano. Ma preferire un regime come quello iraniano ad un presidente che può essere detestabile umanamente, ma che è stato votato democraticamente, è pervicacia bella e buona. E per chiarire: gli americani sono sempre intervenuti (sempre) anche e soprattutto per tutelare i loro interessi, non facciamo le verginelle. Questo non toglie che, molto spesso, almeno qui, i loro interessi coincidevano con i nostri. E bene o male, hanno quasi sempre garantito la libertà. In America Latina non È stato così, ma è altro discorso. Cordiali saluti e si ripigli un po'.

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      • Mariocarlo

        09 Maggio 2018 - 21:09

        In cui non hanno bruciato una bandiera Iraniana! :-)

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