L'audio inedito di Borsellino: “La sera, senza scorta, libero di essere ammazzato”

La commissione Antimafia pubblica le audizioni del magistrato che, già nel maggio del 1984, parlava della sua sicurezza personale e dei problemi legati alla gestione delle auto blindate

Emanuela Ferrara

A pochi giorni dal ventisettesimo anniversario della morte del giudice Paolo Borsellino nella strage di via d'Amelio, la commissione Antimafia ha deciso di riesaminare e pubblicare i documenti delle inchieste parlamentari dal 1963 al 2001.

Si tratta di oltre 1.600 atti inediti che per la prima volta saranno declassificati e resi pubblici sul sito dell'organo parlamentare. Il presidente della commissione Nicola Morra ha spiegato in una conferenza stampa che il nuovo sito sarà organizzato in macro-temi pubblicati in ordine cronologico e che sarà a “regime libero di consultazione e divulgazione”.

 

Oggi, per la prima volta, sono stati diffusi gli audio e le trascrizioni delle audizioni del giudice Paolo Borsellino tra il 1984 e il 1991. Nella prima, datata 8 e 9 maggio 1984, il magistrato, all'epoca giudice istruttore a Palermo, parla della propria sicurezza personale e del problema della gestione delle scorte. “Dovremmo avere garantita la presenza per tutto l'arco della giornata degli autisti giudiziari – spiega Borsellino (nella foto sotto il verbale) – perché buona parte di noi non può essere accompagnata in ufficio di pomeriggio da macchine blindate – come avviene la mattina – perché di pomeriggio è disponibile solo una macchina blindata, che evidentemente non può andare a raccogliere quattro colleghi. Pertanto io, sistematicamente, il pomeriggio mi reco alle 21 in ufficio con la mia automobile e ritorno a casa alle 22. Magari con ciò riacquisto la mia libertà utilizzando la mia automobile; però non capisco che senso abbia farmi perdere la libertà la mattina per essere, poi, libero di essere ucciso la sera”.