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C’è casta e casta

Inchieste, arresti e flop professionali della magistratura. Ma con loro nessuna indignazione. Tutti muti

18 Gennaio 2019 alle 09:54

C’è casta e casta

Foto Imagoeconomica

Giustizia deviata. Le parolone le scrive, in prima pagina, soltanto il Fatto. Ma per una volta non sono i soliti pm amici di babbo Renzi, del Cav., o di tutti i nemici giurati del giornale di Travaglio. Il titolo riguarda “15 magistrati calabresi” su cui da mesi si sta indagando a procure incrociate, con accuse che vanno “dal favoreggiamento mafioso alla corruzione in atti giudiziari”.

 

Giorni fa c’era stato addirittura l’arresto di due magistrati, in servizio a Trani e poi trasferiti a Roma, per questioni di sentenze pilotate in cambio di benefici economici o di altra natura. Qui non entriamo nel merito: i chiamati in causa, per noi, sono del tutto innocenti fino a prova contraria. Non c’è un’indagine né un reato (qualcuno, polemicamente, ha suggerito il “procurato allarme”) che riguardi il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. Ma il fatto che le sue rumorose inchieste sulle ong non siano mai arrivate oltre le indagini preliminari, dovrebbe far porre almeno qualche domanda generale sulla competenza di una parte della magistratura. Invece, niente. Il punto non è la magistratura. Il punto è l’informazione (e la politica). Avessero indagato 15 amministratori del paesino di Sant’Ilario, avessero beccato un medico che sbaglia diagnosi, ci sarebbe la mobilitazione di piazza, guidata da campagne stampa sulla corruzione dalla politica, la casta, l’inadeguatezza delle élite: la brutta canea che conosciamo da decenni, e che ha prodotto quel che ha prodotto.

 

C’è solo una casta – mai eletta, non meritocratica, autogiudicantesi – a cui nessuno non diciamo presenta il conto, ma nemmeno pone domande. Nel frattempo, il ministro con la giacca da guardia carceraria lavora alla grande riforma, ispirata da una parte della magistratura.

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini

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Commenti all'articolo

  • Skybolt

    18 Gennaio 2019 - 15:03

    Caro Crippa.... tutti zitti? Eccerto, questi mordono... Caviamogli i denti (separazione delle carriere) e poi vediamo. Ma scommetto che i neoriformisti la separazione delle carriere se la sono dimenticata (non che i paleoriformisti invece abbiano mai veramente osato....).

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