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Battisti, l’esultanza e il rancore. L’occasione persa di un’Italia malata di propaganda

Il personaggio è umanamente detestabile, gli applausi di cui ha goduto, soprattutto in Francia, altrettanto; ma il diritto di scappare appartiene a chiunque. L’infame in ceppi e il paese marcio. La parodia delle grida per Brusca

14 Gennaio 2019 alle 21:16

Battisti, l’esultanza e il rancore. L’occasione persa di un’Italia malata di propaganda

Foto LaPresse

"L’alito gli sa di birra”. Neppure i giornali mainstream hanno resistito al racconto osceno dell’infame in ceppi. Chi non è soddisfatto che Cesare Battisti dopo decenni di tracotanza sconti la sua pena, a parte qualche irriducibile di cattiva coscienza? Ma dovremmo essere soddisfatti nel segno del presidente della Repubblica: Battisti “sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia e che lo stesso avvenga per tutti i latitanti fuggiti all’estero”. Roma locuta, non era necessaria...

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Commenti all'articolo

  • stearm

    15 Gennaio 2019 - 09:09

    La cosa inquietante è che si fa propaganda su cose successe negli anni Settanta, siamo rimasti intrappolati nel tempo.

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  • Medicaid

    15 Gennaio 2019 - 08:08

    Se avesse senso varrebbe la pena di ricordare l' iniziativa del governo Gentiloni del Maggio 2017 che ha riaperto la possibilità della estradizione di Battisti. Ma, appunto, non ha senso in questi tempi di barbarie. Auguri ai romanizzatori.

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  • mario.patrizio

    15 Gennaio 2019 - 08:08

    Non posso che ribadire il mio apprezzamento per questo giornale.

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  • Missi

    15 Gennaio 2019 - 07:07

    Eccellente articolo

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