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Nessuno sconto della pena: per Battisti sarà ergastolo

Il terrorista, arrestato in Bolivia, in viaggio verso Roma. In questo modo il governo non dovrà applicare l'accordo sulla riduzione del periodo di reclusione siglato col Brasile 

13 Gennaio 2019 alle 19:14

L'annuncio di Conte: “Battisti in Italia nelle prossime ore”

È stato arrestato sabato sera a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, Cesare Battisti, considerato latitante dal 14 dicembre scorso.

 

  

L’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo, condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi avvenuti negli anni Settanta dei quali si dice innocente, è stato fermato dalla polizia locale boliviana mentre camminava da solo in strada. L'arresto è stato possibile grazie all'attività di un team di poliziotti dell'antiterrorismo italiano, della Criminalpol, e della Digos di Milano che, insieme all'intelligence italiana, lo hanno pedinato. Una volta fermato Battisti ha risposto in portoghese all’agente che gli chiedeva di mostrargli i documenti. Non era armato. Non si è opposto all’arresto. Ha quindi mostrato il suo documento brasiliano.

 

  

Dopo un incontro tra il presidente brasiliano Bolsonaro e il suo ministro della Giustizia e Interni, l’ex giudice Sergio Moro, il governo brasiliano aveva fatto sapere che Battisti sarebbe stato portato in aereo in Brasile e, da lì, in Italia

 

 

Il terrorista, invece, verrà prelevato direttamente in Bolivia da un aereo proveniente da Roma. E, stando a quanto riferito dal premier Giuseppe Conte, dovrebbe arrivare nel nostro Paese nelle prossime ore.

 

Il cambio di programma è legato al decreto, già firmato dal presidente brasiliano uscente Michel Temer dopo la seconda richiesta di estradizione dell’Italia (la prima era stata negata nel 2010 dall’allora presidente Lula da Silva) che impegnava il governo italiano a mutare l’ergastolo (incostituzionale in Brasile) in una detenzione di 30 anni. In questo modo l'Italia non dovrà applicare l'accordo sulla riduzione della pena.

 

  

In ogni caso il governo boliviano di Evo Morales, politicamente agli antipodi di quello dell’ultradestra di Bolsonaro, ha deciso di liberarsi rapidamente di questa gatta da pelare e non ha cercato in alcun modo di complicare la partita.

 

 

C’era infatti la possibilità che Evo Morales decidesse di tirarla per le lunghe, si appellasse al diritto di far valere la sovranità sul suo territorio e prendesse tempo per valutare il caso. Avrebbe potuto soppesare la possibilità di spedire Battisti in un Paese terzo. O ricordare al governo brasiliano e all’italiano che anche la Bolivia ha una sua Costituzione, un suo sistema giudiziario e magari, se Battisti avesse presentato una richiesta di rifugio politico, avrebbe potuto darsi il gusto di analizzarla. Ha invece preferito non puntare i piedi.

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Commenti all'articolo

  • DBartalesi

    14 Gennaio 2019 - 15:03

    Un reperto della lotta armata dei gruppi extra parlamentari dell'Italia degli anni '70. Un assassino comunista, come ha detto Salvini, senza accorgersi di avergli dato quella dimensione politica da lui negata. Requiescat in galera. A noi tuttavia oggi, fan più paura i vari Salvini o Di Battista.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    14 Gennaio 2019 - 00:12

    Bravi i nostri servizi. Il dato essenziale è che il pluriomicida, politicamente, mediaticamente, simbolicamente, non vale più nulla. Ah, si sono fatte vive le mummie delle BR: vogliono l'amnistia per Battisti.

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    • gesmat@tiscali.it

      gesmat

      14 Gennaio 2019 - 10:10

      Siamo proprio sicuri che Battisti non valga più nulla? E perché la mafia rossa rumoreggia e protesta anche nelle sue componenti più distanti che da anni proclamano di essere in sonno?

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      • Skybolt

        14 Gennaio 2019 - 16:04

        Forse perchè la procura ora ha deciso di indigare sulla rete di coperture?

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