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A Montevergine appare Carapaz. Primo successo dell'Ecuador al Giro d'Italia

Per la Treccani apparire è il palesarsi improvviso o inatteso di qualcosa. Per il Giro, almeno nell'ottava tappa, tutto questo prende le sembianze dello scalatore della Movistar

12 Maggio 2018 alle 18:48

A Montevergine appare Carapaz. Primo successo dell'Ecuador al Giro d'Italia

Richard Carapaz vince a Montevergine di Mercogliano

La parola della 8a tappa del Giro d'Italia, Praia a mare - Montevergine di Mercogliano, 209 km. Apparizione. Dal vocabolario Treccanis. f. [dal lat. apparitio -onis, der. di apparere «apparire»]. – L’apparire, per lo più improvviso o inatteso, di persone o di cose. In partic., l’apparire di esseri soprannaturali. Per estens., breve a., o semplicem. a., visita molto breve, comparsa di brevissima durata. Nel linguaggio cinem., trucco col quale si fanno apparire improvvisamente sulla scena persone o oggetti (il contrario della dissolvenza).

 

Dicono che la qualità migliore di Mickaël Chérel sia l'intelligenza tattica, ossia la capacità di leggere le dinamiche di corsa. Dicono che l'altra qualità del francese sia il coraggio. Nell'ultimo Giro di Lombardia, ha prevalso la seconda: cinquanta chilometri di avanguardia solitaria su e giù per i monti laghé, in testa sul Ghisallo e sul Muro di Sormano, un'incetta di storia ciclistica. Oggi ha invece provato a utilizzare la prima. Senza capitani in squadra, ha tentato di mettersi in proprio, si è guardato attorno, ha analizzato distanze e gambe degli avversari, ha provato il colpo gobbo a milleottocento metri dall'arrivo. Il momento era esatto, lo scatto quello buono, la grinta quella giusta. Tutto bene, o almeno così sembrava. Aveva previsto tutto. Poi è arrivato quello che non aveva messo in conto. Una bici e su di questa uno scricciolo d'uomo arrampicato sui pedali. Un'immagine improvvisa e inattesa, l'apparizione di Richard Carapaz.

 

Sul serpentone d'asfalto che da Mercogliano sale verso il Santuario di Montevergine, l'ecuadoriano si palesa davanti a tutti e fa quello che nessuno si aspettava: uno scatto che è uno sparo, un assolo lungo un chilometro e mezzo. Millecinquecento metri che sono un racconto che cambia tutto, almeno per il corridore della Movistar. Perché da presenza si fa assenza, da inseguitore si fa fuggitivo, da corridore si fa macchia: quella bianca della sua maglia di miglior giovane, quella che nessuno ha più visto se non dopo il traguardo.

 

Richard Carapaz dice di voler vestire questa maglia anche a Roma, alla fine del Giro. Dice che non sa dove può arrivare, ma spera di continuare a fare bene. Dice che non ha problemi in salita perché faticare gli piace. Dice che domani sarà più dura, ma che oggi è andata bene, perché non si attendeva di fare quello che ha fatto.

 

Ma forse doveva andare così. Il luogo era quello giusto.

 

Lassù in quella piana sotto il monte Partenio anche Guglielmo da Vercelli non aveva mai pensato di fare quello che poi avrebbe fatto. Era un animo inquieto, uno che inseguiva la fede camminando, di pellegrinaggio in pellegrinaggio. Era partito da Vercelli e arrivato a Santiago di Compostela con addosso un arnese in ferro che pesava quasi quanto lui. Era ritornato in Piemonte, aveva salutato i genitori, poi si era deciso a partire verso Gerusalemme. Aveva ripreso i sandali e si era avventurato per l'Italia, aveva scalato gli Appennini per penitenza. A Ginosa aveva incontrato Giovanni da Matera che gli aveva sconsigliato di continuare il viaggio, chiedendogli di rimanere a professare fede lì. Non lo ascoltò. A Mercogliano lo aggredirono, lo bastonarono, rischiò la vita. Quando si risvegliò disse di aver avuto un'apparizione in sogno: doveva dedicare la sua vita alla preghiera. Salì sul Partenio e lì iniziò l'eremitaggio.

 

Lo scalatore è eremita nell'animo, cerca la solitudine. Ma non c'è riflessione, solo volontà di gloria. Carapaz per ora all'ultima non pensa, gli basterebbe sperimentare ancora l'effetto che fa essere al comando.

 

Ordine d'arrivo

 1. Richard Carapaz (Ecu - Movistar) 209 km in 5.11’35’’, media 40,25 km/h; 2. Formolo a 7’’; 3. Pinot (Fra); 4. Battaglin; 5. Yates (Gb); 6. Pozzovivo; 7. Chaves (Col); 8. Konrad (Aut); 9. Woods (Can); 10. Bilbao (Spa); 11. Dumoulin (Ola); 13. Dennis (Aus); 14. Lopez (Col); 15. G. Bennett (Aus); 20. Aru; 22. Froome (Gb).

 

Classifica generale

1. Simon Yates (Gb - Mitchelton-Scott); 2. Dumoulin (Ola) a 16’’; 3. Chaves (Col) a 26’’; 4. Pinot (Fra) a 41’’; 5. Pozzovivo a 43’’; 6. Dennis (Aus) a 53’’; 7. Bilbao (Spa) a 1’03’’; 8. Carapaz (Ecu) a 1’06’’; 9. Froome (Gb) a 1’10’’; 10. G. Bennett (Aus) a 1’11’’; 11. Aru a 1’12’’.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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