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Giro d'Italia, a Santa Ninfa si riscopre Battaglin

Il vicentino torna alla vittoria nella tappa che attraversa il Belice: il ricordo dei 50 anni del terremoto nel giorno dell'anniversario dell'addio a Weylandt. Ricordo: dalla Treccani, l'atto di rievocare alla mente immagini, persone, avvenimenti

9 Maggio 2018 alle 18:31

Giro d'Italia, a Santa Ninfa si riscopre Battaglin

Ricordo. Dal vocabolario Treccanis. m. [der. di ricordare]. – È in genere sinon. di memoria, ma con accezioni più limitate (solo memoria, infatti, indica la funzione psichica, la facoltà, la capacità di ricordare). Quindi: 1. a. L’atto, il fatto del ricordare, di rievocare alla mente immagini, nozioni, persone, avvenimenti; b. La presenza di un fatto o di una persona nella memoria e nel sentimento dei posteri; 2. La cosa stessa ricordata; 3. Il fatto di richiamare alla memoria; 4. Con valore concr., ciò che vale a conservare, a risvegliare o a rinnovare la memoria di una persona o di un fatto.

 

Cinquant'anni fa o sette anni fa, poco importa. Cinquant'anni fa la terra che trema e disintegra, sette anni fa la terra che richiama e spegne. Cinquant'anni fa che era notte, sette anni fa che era giorno. Cinquant'anni fa che era tra il 14 e il 15 gennaio, sette anni fa che era oggi. Cinquant'anni fa che il Belìce divenne Bélice, il terremoto che distrugge e cambia l'accento alla regione. Sette anni fa che era Liguria, che era l'addio a Wouter Weylandt a causa di una caduta mentre affrontava la discesa del Passo del Bocco. Un giorno, una tappa, due ricordi: la quinta del Giro d'Italia, l'Agrigento - Santa Ninfa, 153 chilometri, quella che per il Belìce passa nel giorno di Weylandt. E se il ricordo è l'atto di rievocare immagini nella memoria, oggi si sovrappongono quelle dei tiggì di allora che mostravano un pezzettino di Sicilia frantumato dal sisma, per tutti, e un ragazzone bello e sorridente, andatosene troppo presto, almeno per il ciclismo.

 

Il ciclismo però non dimentica, porta a spasso in bicicletta il suo passato, lo accresce continuamente. Il 108 è dal 9 maggio del 2011 che non c'è al Giro, un'assenza che è presenza. "108 WW Always With Us", si lesse sul palco di Milano al termine di quell'edizione della corsa rosa. Una promessa per ora mantenuta.

 

I ricordi si creano continuamente. E alcuni sono da dimenticare nel minor tempo possibile. Lo sa bene Miguel Angel Lopez che scendendo dall'ultimo poggio prima di quello del traguardo, va dritto in una curva e ci rimette 42 secondi che sarebbero stati minuti se non ci fossero stati Andrey Zeits e Luis Leon Sanchez a dargli una mano.

 

Enrico Battaglin invece le strade di Santa Ninfa non se le leverà dalla memoria. Quelle vie che lasciano la statale e si inerpicano per la collina sulla quale si è disteso il paese, diventano la rampa di lancio per il vicentino, diventano soprattutto un modo per recuperare i ricordi e superare gli incubi. I ricordi delle vittorie al Giro, nel 2013 a Serra San Bruno, nel 2014 al Santuario di Oropa, quando sembrava un prototipo di campione. Gli incubi degli anni successivi, quando le vittorie non arrivavano e molte volte neppure i piazzamenti. Forse serviva solo tempo, il tempo è arrivato.

 

 

I ricordi, ricorda la Treccani, sono anche ciò che risvegliano o rinnovano la memoria di un fatto. E il corridore della LottoNL-Jumbo ha fatto oggi tesoro di quanto successo ieri, quando era partito troppo presto, troppo in anticipo rispetto ai rivali. Tim Wellens lo aveva ripreso e superato e pure Michael Woods aveva fatto lo stesso. Memore delle imprecisioni passate, Battaglin ha aspettato che Giovanni Visconti sfogasse l'impeto del suo scatto (e la rabbia per il lavoraccio fatto per far rientrare Domenico Pozzovivo, caduto nemmeno dieci chilometri prima), e ha scelto il momento giusto, quello migliore per rimanere da solo, tagliare il traguardo per primo. Un colpo di pedale violento, deciso, vincente. Finalmente.

 

Anche Andrea Vendrame ha i suoi ricordi. Alcuni splendidi, altri da cancellare: nel 2016 venne investito da un'automobile mentre si allenava, se la cavò con un trauma cranico e qualche botta di troppo. Con questi si è alzato anche oggi, con questi si è gettato nella fuga, ha pedalato avanti a tutti con Eugert Zhupa, Ryan Mullen e Laurent Didier, poi li ha mollati al loro destino cercando un'improbabile impresa, quella di resistere da solo al ritorno di un gruppo lanciato a tutta verso il traguardo, cercando di regalarsi un magnifico ricordo, quello del primo successo da professionista. E' andata male. Peccato. Ma la tempra e il piglio sono quelli buoni, chapeau.

 

Ordine di arrivo della 5a tappa del Giro d'Italia

1. Enrico BATTAGLIN (LottoNL-Jumbo) 153 km in 4.06’33’’, media 37,23 km/h; 2. Visconti; 3. Gonçalves (Por); 4. Schachmann (Ger); 5. S. Yates (Gb); 6. Wellens (Bel); 7. Gavazzi; 8. Lammertink (Ola); 9. Pozzovivo; 10. Konrad (Aut); 14. Dennis (Aus); 15. Chaves (Col); 16. Dumoulin (Ola); 17. Betancur (Col); 20. Formolo; 24. Aru; 26. Pinot (Fra); 33. Froome (Gb); 53. Lopez (Col) a 43’’.

Classifica generale

1. Rohan DENNIS (Aus - Bmc); 2. Dumoulin (Ola) a 1’’; 3. S. Yates (Gb) a 17’’; 4. Wellens (Bel) a 19’’; 5. Bilbao (Spa) a 25’’; 6. Schachmann (Ger) a 28’’; 7. Pozzovivo; 8. Gonçalves (Por) a 32’’; 9. Pinot (Fra) a 34’’; 10. Konrad (Aut) a 35’’; 11. Betancur (Col); 12. Formolo a 37’’; 13. Ulissi a 47’’; 14. Chaves (Col); 19. Froome (Gb) a 55’’; 23. Aru a 57’’; 39. Lopez (Col) a 1’57’’.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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