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Giro d'Italia, Praia a Mare insegna a Bennett l'arte dell'arrangiarsi

L'irlandese batte Elia Viviani nella 7a tappa della corsa. E lo fa nel modo per lui più inusuale, improvvisando. Per Yates un altro giorno in maglia rosa. La parola della Treccani del giorno: arrangiare

11 Maggio 2018 alle 18:58

Giro d'Italia, Praia a Mare insegna a Bennett l'arte dell'arrangiarsi

Sam Bennett batte Elia Viviani sull'arrivo di Praia a Mare al Giro101

Arrangiare. Dal dizionario Treccaniv. tr. [dal fr. arranger, der. di rang «rango»] (io arràngio, ecc.). – 1. a. Accomodare alla meglio, aggiustare: a. un vestito, una seggiola rotta; b. fam. Trovare, mettere insieme in qualche modo; c. Trascrivere un brano musicale adattandolo a strumenti o complessi strumentali diversi. 2. rifl. a. Venire a un accomodamento, accordarsi, b. Superare una difficoltà con mezzi d’occasione, togliersi d’impiccio. Per estens., avvantaggiarsi, fare i proprî interessi con destrezza e spesso in modo disonesto: fa il magazziniere e si arrangia come può. ◆ Part. pass. arrangiato, anche come agg., riparato alla buona, messo insieme alla meglio. Nel linguaggio sport., di colpo schermistico, nullo a tutti gli effetti, che si ha quando si tira su o lateralmente la punta già uscita, per portarla in bersaglio.

 

In quel turbinio di ruote veloci che è la volata, Sam Bennett è uno a cui piace avere maglie amiche affianco. E' tipo metodico l'irlandese, uno a cui le cose piace farle per bene. Studia la bici, la posizione, ha la pazienza di sistemare se stesso per migliorarsi. Quest'anno ha rinunciato pure alle vacanze per lavorare sul suo stare in bicicletta. Qualcuno lo chiama pignolo, lui preferisce utilizzare il termine professionista. A questo Giro d'Italia per gli sprint Sam Bennet contava molto su Rüdiger Selig, uno veloce, uno grande e grosso e bravo a farsi strada tra gli avversari e far strada ai compagni. Il sassone però in Israele è arrivato acciaccato e prima dell'Etna ha salutato il gruppo. E così oggi Bennett ha dovuto fare quello che non gli piace, ma a cui ormai si è abituato: arrangiarsi. Si è messo in mezzo alla bagarre, ha limato ruote, sfruttato quello che capitava, accomodato alla meglio se stesso nel gruppo, trovato in qualche modo la scia buona, superato le difficoltà di qualche spallata con mezzi d'occasione, che poi sono i soliti, quelli dei velocisti di razza: equilibrio, gomiti, riflessi. Solo quando ha rimesso tutto a posto ha riscritto lo spartito a suo modo, ha iniziato a suonare la sua musica. Rapido sì, ma all'inizio. Veloce sì, ma non solo. Allegro, allegrissimo, prestissimo.

 

Bennett si è sbracciato, ha preso la ruota di Elia Viviani, si è spostato sulla destra, al centro della strada e ha accelerato. Si è preso il proscenio prima, la vittoria poi. La prima al Giro d'Italia, la prima in una grande corsa a tappe. Perché in ventisette anni e in sette da professionista mai gli era capitato di alzare le braccia davanti a tutti su di un palcoscenico così. E quasi neppure se lo sognava. Disse: "All'inizio mi pareva impossibile poter competere con i grandi spinter. Poi mi misi in testa un obbiettivo: vincere 10 gare all'anno. I miei compagni di squadra iniziarono a ridere di me". L'anno scorso le dieci vittorie le conquistò davvero. Quest'anno ha iniziato ora. Nel modo in cui non avrebbe mai pensato: fregandosene della perfezione, abbracciando l'arte antica dell'arrangiarsi.

 

 

Ordine di arrivo della 7a tappa Pizzo - Praia a Mare, 159 km

1. Sam BENNETT (Irl - Bora-Hansgrohe) 159 km in 3.45’27’’, media 42,32 km/h; 2. Viviani; 3. Bonifazio; 4. Modolo; 5. Van Poppel (Ola); 6. Mareczko; 7. Venturini (Fra); 8. Pedersen (Dan); 9. Roelandts (Bel); 10. Debusschere (Bel); 24. S. Yates (Gb); 25. Froome (Gb); 31. Dumoulin (Ola); 34. Pozzovivo; 37. Chaves (Col); 43. Aru; 52. Pinot.

Classifica generale

1. Simon YATES (Gb - Mitchelton-Scott); 2. Dumoulin (Ola) a 16’’; 3. Chaves (Col) a 26’’; 4. Pozzovivo a 43’’; 5. Pinot (Fra) a 45’’; 6. Dennis (Aus) a 53’’; 7. Bilbao (Spa) a 1’03’’; 8. Froome (Gb) a 1’10’’; 9. G. Bennett (N. Zel) a 1’11’’; 10. Aru a 1’12’’

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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