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Tim Wellens al Giro spiana i gibbi della Sicilia

Gibbo, dalla Treccani: gobba, in senso figurato altura. Su quello di Caltagirone il belga della Lotto vince la quarta tappa davanti a Woods e Battaglin. Dennis mantiene la maglia rosa, Froome perde qualche secondo

8 Maggio 2018 alle 18:45

Tim Wellens vince la 4a tappa del Giro d'Italia 2018 a Caltagirone

Tim Wellens vince la 4a tappa del Giro101

Gibbo. Dal vocabolario Treccani: s. m. [dal lat. gibbus «gobba»]. – ant. Gobba; ancora in uso talora nel linguaggio medico (per es., gibbo del naso, la protuberanza ossea nasale). [...] In senso fig., altura, monte (Tra’ due liti d’Italia surgon sassi ... E fanno un gibbo che si chiama Catria (Dante)).

 

Sfortuna vuole per i corridori che il godimento dei tifosi sia inversamente proporzionale alla facilità del percorso. E se gli appassionati chiedono spettacolo e gli organizzatori li accontentano, disegnando tappe dal profilo altimetrico complicato, ai ciclisti non resta che mettersi il cuore in pace: bisogna pedalare e farlo dove il Giro d'Italia li porta. Così, dopo le prime tre frazioni in Israele, la corsa rosa torna in Italia, in Sicilia, tra quelle "pigre groppe di colline avvampanti di giallo sotto il sole", raccontate da Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ma che che tanto pigre non sono, ma aspre e infinite sotto le ruote dei corridori. Colli che sono gobbe antiche di un terreno antico. Gobbe che richiamano gobbe.

 

Sulle pendici dell'Etna, in contrada Ronzini, è da qualche anno che si allevano dromedari, un gibbo sulla schiena e latte buono da bere e soprattutto a far prodotti cosmetici. In mezzo alla Sicilia colline che sembrano dromedari ce ne sono ovunque e i disegnatori della tappa di oggi non ne hanno perso uno tra quelli che sorgono tra Catania e Caltagirone. Oltre duemila metri di dislivello, un percorso che è un su e giù senza fine, un pezzo di mondo dove la pianura è una visione e i rettilinei non esistono.

 


Foto LaPresse


 

Jacopo Mosca, Enrico Barbin, Marco Frapporti, Quentin Jauregui e Maxim Belkov hanno sfruttato il primo per esplorare l'avanguardia della corsa, centoquaranta chilometri di viaggio di scoperta per conquistare traguardi volanti (due volte Mosca) e Gran premi della Montagna (due volte Barbin per continuare a vestire il blu della maglia dei migliori scalatori). Valerio Conti ha provato a lanciarsi sul penultimo per ricercare il colpo grosso, sei chilometri in testa con il gruppo che prima si è disinteressato e poi si è dannato per riprenderlo. Tim Wellens ha invece aspettato, ha atteso l'ultima gobba che portava a Caltagirone, lassù dove un tempo sorgeva la Torre dei Genovesi e ora invece un ripetitore telefonico, per mettere la testa fuori, per incrementare la velocità, spianare l'ascesa e mettersi tutti agli spalle. Il belga un tempo era quello "bravo, ma inconcludente", "bravo, ma sempre fuori tempo". Ora, a quasi 27 anni, è diventato quello bravo e coi tempi giusti. Lo aveva dimostrato in primavera alla Freccia del Brabante, lo ha confermato oggi al Giro. Manca il terzo indizio per fare la prova, ma tant'è, il tempo è dalla sua e quelle sue mani alzate al cielo con sullo sfondo i Parti di vigna sono una bella cartolina da far vedere agli scettici.

 

 

Se Wellens vince, Rohan Dennis mantiene sulle spalle la Maglia Rosa, con qualche secondo in meno su Simon Yates, quarto all'arrivo e ora anche in classifica (a 17 secondi), ma sempre con quel secondo di vantaggio su Tom Dumoulin che vale un'altra giornata col simbolo del primato addosso.

 

Per Froome invece altri secondi persi, ma la fiducia è ancora tanta. Dice che "prende la corsa giorno per giorno", dice che non è preoccupato e che "la gamba migliora", dice di pensare all'Etna, all'arrivo in salita di dopodomani non all'allevamento di dromedari e alle loro gobbe che segnano la Sicilia.

 

Ordine d'arrivo della 4a tappa Catania - Caltagirone

1. Tim WELLENS (Bel - Lotto-Fix All) 202 km in 5.17’34’’, media 38,17 km/h; 2. Woods (Can); 3. Battaglin; 4. S. Yates (Gb); 5. Formolo; 6. Kreuziger (R. Ceca) a 4’’; 7. Konrad (Aut); 8. Sanchez (Spa); 9. Pozzovivo; 10. Chaves (Col); 11. Dumoulin (Ola); 12. Dennis (Aus); 13. Pinot (Fra); 18. Aru a 10’’; 29. Lopez (Col) a 21’’; 30. Froome (Gb).

Classifica generale

1. Rohan DENNIS (Aus - Bmc); 2. Dumoulin (Ola) a 1’’; 3. S. Yates (Gb) a 17’’; 4. Wellens (Bel) a 19’’; 5. Bilbao (Spa) a 25’’; 6. Schachmann (Ger) a 28’’; 7. Pozzovivo; 8. Pinot (Fra) a 34’’; 9. Konrad (Aut) a 35’’; 10. Betancur (Col); 12. Formolo a 37’’; 13. Ulissi a 47’’; 14. Chaves (Col); 20. Froome (Gb) a 55’’; 24. Aru a 57’’; 30. Lopez (Col) a 1’14’’.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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