Foto di Roberto Taddeo via Flickr

Le bici italiane fanno pedalare l'Europa (ma in Italia ancora sono penalizzate)

Giovanni Battistuzzi

Espotiamo 1,7 milioni di mezzi (incremento del 15,2 per cento), ma la mobilità delle nostre città ci sta facendo perdere diversi miliardi di euro

L'Europa pedala, lo fa velocemente e, molto spesso, su biciclette italiane. Nel 2017 l'Italia, secondo il rapporto Artibici 2018 realizzato da Confartigianato, ha esportato 1.729.948 mezzi, segnando un incremento del 15,2 per cento rispetto all'anno precedente, a fronte di un più 2,5 percento della media europea, attestandosi come primo produttore dell'Eurozona. D'altra parte il mercato europeo della bicicletta cresce, sia nelle vendite, gli acquisti di nuove bici nel 2016 ha superato i 21 milioni – il 2 per cento in più rispetto al 2015 –, sia soprattutto nell'utilizzo: gli ultimi dati dell'European cyclists' federation evidenziano come gli spostamenti quotidiani in bici siano aumentati negli ultimi cinque anni dell'11,8 per cento.

 

Un aumento dell'utilizzo della bici che però l'Italia guarda ancora da lontano. E questo nonostante un settore in salute composto da 3.098 imprese con 7.741 addetti che generano un fatturato 1.263 milioni di euro. E questo è soltanto un piccola parte dei benefici economici che produce nell'economia italiana questo settore: gli spostamenti in bici infatti, secondo il primo Rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città, generano un fatturato di ben 6,2 miliardi l’anno. Una cifra che potrebbe più che raddoppiare in poco tempo se solo venisse favorito l'utilizzo delle due ruote a pedali nelle città italiane.

 

 

Il tema della sicurezza stradale non riguarda solo quello dell'utilizzo della bicicletta in città, ma anche quello del cicloturismo. Se ora il giro d'affari, secondo uno studio di Confindustria-Ancma e The European House Ambrosetti, supera i tre miliardi, sarebbero però almeno 3,2 i miliardi di euro di ritorno economico inespresso secondo i dati del 2015 dell’Agenzia Nazionale del Turismo-Enit. Un cifra che però secondo le stime di Cofidis, compagnia francese specializzata nel credito a distanza e da anni impegnata nel ciclismo professionistico con una squadra Professional, sarebbe decisamente più alta e potrebbe superare i 5,8 miliardi.

 

 

Sono queste cifre che potrebbero aiutare, e non poco, l'economia italiana, ma che senza una presa di coscienza della situazione della mobilità in Italia continueranno a rimanere solo potenziali.

 

L'eccellenza italiana in fatto di costruzione di biciclette potrebbe essere sfruttata meglio in un paese ancora distante dalle politiche degli altri paesi che stanno agevolando il cambiamento delle abitudini di trasporto che sta avvenendo in tutta Europa (e non solo). La Bicifestazione del 28 aprile a Roma potrebbe essere un momento di inizio per avvicinarci a quello che sta accadendo al di là delle Alpi, ma che ancora non è considerato centrale nel dibattito italiano.

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