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Perché puntare sul turismo in bicicletta conviene. Il caso Comano terme

Sotto le Dolomiti di Brenta è cresciuta l'offerta turistica che permette alle persone di dimenticarsi dell'automobile in vacanza

26 Giugno 2018 alle 18:24

Perché puntare sul turismo in bicicletta conviene. Il caso Comano terme

Foto di Giovanni Battistuzzi

Per uno come lui, che è stato il volto, o almeno uno dei volti, della stagione pionieristica delle corse automobilistiche, le quattro ruote erano qualcosa di irrinunciabile, un segno dei tempi, l'idea stessa della vita. La faccia di Tazio Nuvolari che sorrideva sui sedili di una vettura sportiva, nero di grasso di motore e polvere, è una delle immagini ricorrenti del periodo a cavallo della Seconda guerra mondiale, come fosse un simbolo, un'icona, come fosse, almeno per Filippo Tommaso Marinetti, "il vessillo stesso della modernità". "Tazio viveva per i motori, avrebbe guidato per mesi di fila. E lo ha fatto. Ma era un uomo e come tutti gli uomini aveva delle debolezze. Quando staccava lo faceva completamente", raccontò a Epoca Enzo Ferrari. "Mi diceva che vacanza per lui aveva un solo suono, quello dell'assenza di rombi di motori. Se ne andava in montagna, in Trentino e camminava, andava in bicicletta, nuotava e non accendeva per settimane l'automobile. Diceva che era contento, non ho mai capito perché".

 

La guerra era finita da poco, la motorizzazione del paese non era ancora iniziata e i problemi di Nuvolari erano solo suoi. D'altra parte chi altro poteva volere allontanarsi dall'auto se nessuno ce l'aveva?

 

Oggi viviamo in un mondo capovolto, "la conquista della modernità passa anche dalla possibilità di muoversi e farlo in tempi rapidi", raccontava lo scrittore Raymond Carver al New York Times nel 1981, ma allo stesso tempo "è una prigione per il pensiero". La difficoltà di "prendersi una pausa dalla quotidianità, in quanto ingabbiati in scatole a quattro ruote, impoverisce la nostra capacità di pensare in modo autonomo", poiché, spiegava lo scrittore "rende impossibile il muoversi spensierato". Ecco perché "quando ho bisogno di ragionare, me ne vado a piedi, in bicicletta, mi dissocio temporaneamente dalla modernità".

 

E ciò che sembrava assurdo negli anni Quaranta, bislacco negli anni Ottanta, è diventato molto meno assurdo e molto meno bislacco ora. E' aumentato il numero di persone che scelgono le vacanze a piedi, più 20 per cento nell'ultimo quinquennio (secondo gli ultimi dati forniti dal Mibact), e in bicicletta. In Europa, specialmente in Germania e nei paesi nordeuropei, è cresciuta in modo rilevante l'offerta turistica che permette alle persone di dimenticarsi dell'automobile. "Le politiche tese al miglioramento delle strutture per il turismo a piedi e in bicicletta sono ormai una priorità", ha detto nel 2013 l'ex ministro del turismo del Baden-Württemberg, Winfried Hermann. "Ignorare i cambiamenti della società sarebbe un suicidio per tutto il Land".

 

In Italia per anni, a eccezione di qualche raro caso, questa attenzione ai cambiamenti del turismo è stata ignorata. Negli ultimi anni però qualche segno di miglioramento sta però affacciandosi sulla scena nostrana.

 

Sotto le cime delle Dolomiti del Brenta, in quel pezzo della provincia di Trento che piano piano si distende verso il Lago di Garda, qualcosa si è mosso, si sta muovendo, continua a crescere. Lì dove c'era uno stabilimento termale e poco altro, dove il turismo era pressoché basato sulla cura della persona, si sta facendo strada un modello che funziona e rappresenta un'innovazione estremamente interessante nel panorama italiano, un modello che avvicina quel catino scavato nei secoli dal fiume Sarca e dai torrenti Dal e Duina a quanto accade in Europa e che risponde a una sola esigenza, staccare da tutto, godersi il tempo. Perché a Comano terme ci si può davvero dimenticare l'automobile, anzi farlo conviene. L'iniziativa si chiama “Piu cammini meno paghi” e permette a chi soggiorna nel territorio di ottenere degli sconti sul pernottamento. Si consegnano le chiavi alla reception, si ottiene un contapassi e in base a quanti se ne effettuano giornalmente si ha un riduzione dal 5 a 10 per cento del costo della stanza. 

  

Ma al di là di questa tipologie di iniziative, presenti in forme diverse anche in altre località italiane, ciò che fa la differenza è l'estensione dell'offerta che rientrano in un progetto preciso, quello di permettere di muoversi in un territorio ampio senza la necessità di mettersi alla guida. E questo ha permesso al territorio di avere un ritorno importante in termini di incremento del turismo e di miglioramento dell'economia locale. "Il numero di turisti che vengono qui al di fuori del circuito delle cure termali è cresciuto in questi anni", racconta al Foglio Alessandra Odorizzi, direttore generale dell'Azienda per il turismo Terme di Comano - Dolomiti di Brenta, "e questa è l'evidenza che puntare su un modello diverso di turismo è possibile e che se si pianifica un sistema indirizzato alla ricerca della natura e del benessere, il futuro, anche per zone che in passato non sono state toccate da un rilevante afflusso turistico, può essere estremamente positivo e portare benefici a tutta la comunità".

 


Foto di Giovanni Battistuzzi


 

Il principio è il solito, quello che evidenziò già nella metà degli anni Novanta il filosofo Ivan Illich: "Meno si spende per dar da bere ai mezzi a motore, più si hanno ricadute benefiche sul tessuto economico locale". Racconta Luca Caliari dell'azienda agricola "La Coccinella", che "l'aumento del turismo a piedi e in bicicletta è una manna per i piccoli produttori locali. Appuntamenti come i "Percorsi del gusto" (camminate o pedalate nella zona di Comano) avvicinano i turisti alle piccole realtà del territorio e questo è la migliore pubblicità che si può avere". Un turismo che si estende in più mesi di quelli tradizionali, che in pratica dalla primavera all'autunno, e che permette alle persone non soltanto di passare per i luoghi, ma sostare e muoversi in essi, garantisce alla comunità un ritorno economico che, secondo i dati usciti dall'ultimo Forum europeo del turismo, è in crescita del 31 per cento e che può garantire nei prossimi dieci anni la quadriplicazione dei posti di lavoro legati al turismo nelle realtà piccole (sotto i cinquemila abitanti) e medio-piccole.

 

Per arrivare a questi risultati Comano ha puntato su un potenziamento dei percorsi ciclabili, soprattutto a bassa frequenza di percorrenza veicolari, quindi senza costruire infrastrutture ex novo, raccordandoli tra loro con percorsi esclusivamente dedicati alle biciclette. E a questo ha affiancato una rete di noleggi di biciclette, anche elettriche, esteso su tutto il territorio. Punti itineranti, con le bici che arrivano direttamente nelle strutture alberghiere, quasi tutte dotate delle strutture di primo soccorso meccanico e di servizi di lavaggio biancheria, ossia ciò l'indispensabile per chi sceglie una vacanza in bicicletta. Oltre a stazioni con l'essenziale per la riparazione delle biciclette lì dove non ci sono punti di noleggio e assistenza. Il progetto si chiama Evvai e "la possibilità di noleggiare ebike in tutto il territorio comunale rappresenta un'estensione considerevole dell'attrattività dell'offerta turistica", dice al Foglio Valentina Novali dell'Azienda per il turismo Terme di Comano - Dolomiti di Brenta. Pensare infatti che il turismo in bicicletta si alimenti esclusivamente di appassionati del settore è controproducente per un territorio che cerca di diventare un punto di riferimento l'escursionismo. "Nella zona i cicloturisti, soprattutto chi affronta la Trans Dolomiti (il percorso in mountain bike che unisce il Tirolo al Lago di Garda), ci sono da anni. Con Evvai abbiamo cercato di offrire un'opportunità anche a chi non usa la bicicletta tutti i giorni".

 

L'esistenza poi di un bike bus, che permette di caricare le biciclette su di un carrello e portare i turisti nelle principali località al ridosso delle Dolomiti del Brenta e poi più giù verso la costa trentina del Lago di Garda ha permesso di allargare ancora di più l'estensione dei luoghi pedalabili senza creare alcun problema alla viabilità del territorio.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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