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Il ritardo tragico dei gradualisti

Johnson ora chiude il Regno, dopo aver detto di no. Il prezzo di cinismo e calcoli errati

21 Marzo 2020 alle 06:00

Il ritardo tragico dei gradualisti

(foto LaPresse)

La “social distance”, due metri uno dall’altro, non basta, non è mai bastata, c’è bisogno di più, dell’isolamento, e così anche Boris Johnson, il premier-sperimentatore inglese che ha cambiato strategia molte volte accumulando un ritardo dal costo umano molto alto (per tutti, non solo per gli inglesi), ieri ha chiuso pub e ristoranti e palestre e chiesto di lavorare da casa. Il giorno precedente, Johnson aveva detto che non c’era alcun bisogno di fermare Londra e che con un po’...

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Redazione

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Commenti all'articolo

  • In77rn

    22 Marzo 2020 - 22:51

    Forse doveva restare coerente e tener tutto aperto. Ci lascerà il record delle vittime, alla faccia del gradualismo all'italiana.

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  • riflessivo

    21 Marzo 2020 - 19:36

    IL CINISMO E LA SUPERBIA HANNO UN PREZZO MOLTO ALTO.

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  • eleonid

    21 Marzo 2020 - 08:22

    Oggi non c'è più posto per i salvatori della patria , alla Napoleone, alla Churchill, alla Hitler, e se vogliamo alla Mussolini. Almeno qui nei paesi europei . Si! Ci sono ,lo zar russo Putin, il mandarino Xi Jinping, e tanti altri emiri arabi ,e che ne so io, ,pure dittatori ,sparsi qua e là, in qualche paese africano e dell'America meridionale. Cioè,ancora tante teste calde. Ma se vogliamo mantenerci i nostri paradisi europei dobbiamo sempre di più essere uniti ed integrarci ,e dimostrare al mondo che si può essere più felici ,liberi, e nel benessere generalizzato , nelle democrazie liberali piuttosto che nei regimi totalitari.

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