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L’Italia come strumento di propaganda

Trump e Putin elogiano i gialloverdi a uso interno e anti europeo

26 Ottobre 2018 alle 21:03

L’Italia come strumento di propaganda

Foto LaPresse

Non ci sono molte ragioni per esaltare i tweet di Donald Trump che elogia l’Italia per la “linea molto dura sull’immigrazione clandestina” né per applaudire alla disponibilità di Vladimir Putin all’acquisto di debito pubblico italiano per cui il presidente russo non vede “remore di carattere politico”. La telefonata di Giuseppe Conte al presidente americano, e il tweet di risposta che rivela il colloquio, non sono indizi del favore degli Stati Uniti verso l’Italia sovranista. E’ propaganda di Trump per le elezioni di mid term visto che, in questo frangente, vuole fermare al confine messicano una carovana di migranti dall’Honduras. “Sono d’accordo con la loro posizione al 100 per cento e anche gli Stati Uniti stanno prendendo una linea molto dura sull’immigrazione clandestina. Il primo ministro sta lavorando duramente sull’economia dell’Italia – avrà successo!”, ha twittato Trump. La propaganda italiana anti immigrazione serve a Trump per sostenere la sua. Al momento anche la lunga luna di miele trumpista con Wall Street si è esaurita: l’indice S&P 500 è sotto del 6,5 per cento rispetto a quando è stato eletto.

   

Quanto a Putin non è un segreto che il fondo sovrano russo non acquista titoli Btp né potrebbe farlo visto il basso rating dell’Italia e la scarsa potenza di fuoco che il fondo possiede in relazione all’enorme debito tricolore. Il presidente russo ha mostrato riconoscenza verso l’Italia che si oppone alle sanzioni europee a Mosca: la prossima scadenza per dimostrarlo è il Consiglio d’Europa del 13 e 14 dicembre che dovrà pronunciarsi sull’automatizzazione delle sanzioni. L’afflato russofilo irrita le istituzioni europee, fa il gioco di Putin: indebolire un’Europa politicamente fragile anche in forza della sfida sovranista all’ordine costituito. Come nel caso americano, la propaganda italiana concima quella russa. E’ possibile prestarsi alle esigenze di altri più di così? Forse. Luigi Di Maio sarà alla fiera China International Import Expo di Shanghai e l’Italia potrebbe essere il primo grande paese europeo a firmare il memorandum d’intesa per la cooperazione bilaterale lungo la Nuova Via della Seta. Pechino, dove il governo è andato a bussare per l’acquisto di Btp, non aspetta altro.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    26 Ottobre 2018 - 21:09

    L'Italia deve fare i suoi affari, come pensa a farli senza scrupoli anche a nostro danno sia la Francia che la Germania. Oppure dobbiamo essere succubi, umiliarci, prostrarci agli Eurobanchieri (per inciso: nell'Europa nascente la rappresentata doveva essere proporzionale alle popolazioni dei paesi membri. Dalle ghigne dei boss al Comando, è così?) assecondando le scelte che fanno comodo altrui e a nostro danno? La Russia per noi è affari quindi sanzionarla è puro semplice e cretino masochismo economico, e in questa crisi, dovremmo peggiorarla? Gli USA ci hanno garantito sicurezza assoluta e copertura atomica per mezzo secolo, e noi, nazione perdente dell'ultima guerra, non siamo tuttora in grado di provvedere in proprio alla nostra Difesa - come invece la Francia. Anche la NATO ci ha sempre chiesto ben altri contributi per la Difesa, e l'America ha sempre chiuso un occhio sostenendoci. Ora, dovremmo sputare in faccia a Trump, ma per far piacere a chi?! Ditelo!

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