editoriali

L'eurobond dei furbi

Redazione

L’Italia chiede soldi ai tedeschi, meglio ammetterlo con onestà intellettuale

La prima cosa da fare, quando si pretende ascolto e comprensione da un paese alleato, è evitare di considerarlo sciocco, o di accusarlo di colpe che non ha. Luigi Di Maio, che pure sarebbe ministro degli Esteri, continua invece a blaterare contro inesistenti vincoli europei. “Abbiamo detto agli altri stati membri che l’Italia spenderà tutti i soldi necessari per dare aiuto ai nostri cittadini, non è questo il momento di tener conto di parametri, scartoffie e burocrazia”, ha dichiarato venerdì scorso, con quel solito tono casereccio che i grillini condividono con i leghisti, quando si parla di Europa.

 

Ieri, con lo stesso piglio intimatore, ha rinnovato l’improbabile appello: “L’Ue ci lasci spendere tutto ciò che serve ad aiutare gli italiani”, ha detto a Fanpage. Forse Di Maio andrebbe informato che la Commissione europea ha già sospeso il Patto di stabilità. E non da ieri, ma dal 20 marzo scorso. E quindi non c’è nessuno, a Bruxelles o altrove, che impedisca al governo italiano di spendere tutto quel che vuole. L’austerity non la chiede nessuno.

 

Anche Giuseppe Conte negli ultimi giorni suona lo stesso spartito di Di Maio. Da quando ha iniziato la sua campagna mediatica europea, rilasciando interviste a giornali e tv tedeschi e olandesi per rassicurare i cittadini di quei paesi che “non dovranno pagare neppure un euro” di tasca loro “per finanziare la ricostruzione italiana”. Su questo punto i cittadini tedeschi sarebbero pienamente d’accordo con lui, se solo fosse vero. Perché in realtà, i coronabond o gli eurobond, prevedono proprio una condivisione di nuovo debito: e questo vuol dire che a garantire un premio di rischio minore su quei titoli sarebbero proprio gli stati del nord in favore di quelli del sud, che altrimenti dovrebbero finanziarsi a un costo più alto. D’altronde, se così non fosse non si spiegherebbe neppure perché Conte e Di Maio, dopo aver minacciato che “se l’Europa non ci aiuta, l’Italia farà da sola”, ora continuino a cercare aiuto per paura di dover fare, davvero, da soli. Un po’ di astuzie, in politica e diplomazia, è sempre utile. Ma credersi gli unici furbi, quando si è costretti a chiedere un sostegno, non aiuta a mostrarsi credibili a chi quel sostegno dovrebbe darcelo.

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