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Contro il contagio economico, l’Europa ha strumenti migliori dell’eurobond

La europarlamentare del Pd, Alessandra Moretti, spiega perché serve un intervento della “banca europea degli investimenti per garantire liquidità alle imprese”

31 Marzo 2020 alle 16:05

Contro il contagio economico, l’Europa ha strumenti migliori dell’eurobond

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen (foto LaPresse)

Penso che l’Europa delle nazioni e degli egoismi nazionali non abbia più ragione di esistere e che il dramma globale della pandemia debba riportarci tutti alla volontà di realizzare i veri Stati Uniti d’Europa dove proprio nei momenti difficili e duri come questi ci si aiuta e si promuove la cooperazione. Guardiamo alla grande lezione che ci viene dal premier albanese Edi Rama: l’Albania non dimentica l’aiuto ricevuto dall’Italia e anche la Germania non dovrebbe dimenticare l’aiuto ricevuto dagli altri paesi europei riguardo ai suoi debiti di guerra.

 

Oggi l’Europa è di fronte alla prova più difficile: il Parlamento europeo, la Commissione e la Bce, come ha ricordato il presidente Sergio Mattarella, ha fatto scelte storiche definite “bazooka Europa” proprio per la forza economica messa in campo. Adesso manca un altro passo importante che i singoli stati europei devono compiere, mettendo in campo tutti gli strumenti finanziari possibili come indicato da Mario Draghi: non si tratta solo di eurobond perché altri possono essere i modi per aiutare le economie reali: dal Mes, che ha una dotazione di 500 miliardi, al potenziamento di un fondo straordinario previsto nel bilancio europeo, all’intervento massiccio della Banca europea degli investimenti.

 

Però smontiamo la propaganda dei sovranisti che nemmeno nella pandemia hanno capito che la soluzione non è inseguire i paesi di Visegrád, tra i più egoisti quando c’è da chiedere collaborazione; paesi come l’Ungheria di Orbán che al momento buono sospendono la democrazia e alzano il solito muro come già hanno fatto con le quote dei migranti, pur prendendo miliardi che ogni anno anche l’Italia versa anche a loro. L’Europa del Parlamento europeo e della Commissione ha deciso di sospendere il patto di stabilità applicando il “whatever it takes” di Mario Draghi e la Bce ha promosso liquidità per oltre 1.200 miliardi. Questi sono fatti che indicano un forte cambio di passo dell’Unione europea.

 

Adesso però deve scendere in campo anche la Banca europea degli investimenti per garantire liquidità alle imprese. Non solo: il debito delle aziende che decidono di resistere e continuare la produzione deve essere un debito garantito dallo stato. Chi oggi invoca l’Italexit vuole spingere il nostro paese verso un dramma economico e un isolamento politico che sarebbe devastante per la nostra società. Allora chiedo ai colleghi leghisti, così numerosi nel Parlamento europeo: perché non siete dalla nostra parte quando c’è da cambiare i trattati internazionali, in primis la convenzione di Dublino sui migranti? E perché avete presentato giovedì 26 marzo degli emendamenti che se fossero stati approvati avrebbero bloccato il carattere d’urgenza e gli aiuti anche al nostro paese? Io penso che ci si debba impegnare tutti insieme per migliorare questa Europa e rafforzarne le competenze, come la sanità e la fiscalità. Oppure preferiamo la politica sovranista di Boris Jhonson o di Viktor Orbán?

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