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Della competenza e del coraggio

La lezione di Draghi a populisti, ambientalisti emotivi e tecnocrati immobili

12 Ottobre 2019 alle 06:00

Della competenza e del coraggio

Mario Draghi riceve la laurea honoris causa all'Università Cattolica di Milano (foto LaPresse)

Nel suo ultimo discorso Mario Draghi ha gettato la maschera del banchiere centrale e s’è rivelato per quello che è da otto anni, da quando è al vertice della Bce: un grande politico riformatore che ha salvato l’euro e che vuole farlo prosperare. In occasione del conferimento della laurea honoris causa in Economia dell’Università Cattolica, a poche settimane dalla fine del mandato, Draghi ha elogiato la competenza in politica, la conoscenza tecnica, contro la pratica del populismo internazionale ma, allo stesso tempo, ha lanciato un j’accuse ai tecnici-burocrati, come quelli che all’interno della struttura della Bce e al di fuori criticano la decisione di dispiegare nuovi stimoli. “E’ più facile per il policy maker rispecchiare semplicemente quelli che egli reputa essere gli umori della pubblica opinione, sminuendo il valore della conoscenza, assumendo prospettive di breve respiro e obbedendo più all’istinto che alla ragione. Ma solitamente ciò non serve l’interesse pubblico”. I danni della oclocrazia, lasciare guidare l’azione politica dai desideri della massa, sono evidenti con l’aumento del rischio politico, dallo spread ai dazi commerciali, che pagano contribuenti e consumatori. L’emozione, poi, non può essere una bussola per il potere politico, e lo si vede con la retorica ambientalista. “La competenza fondata sulla conoscenza è essenziale per capire la complessità. Un esempio particolarmente significativo è costituito dal cambiamento climatico. Come per la crisi ecologica, la crisi dell’area dell’euro ha rivelato l’esistenza di molteplici circoli viziosi precedentemente non ben compresi, ad esempio quello fra debiti sovrani, banche e imprese”. Tuttavia “la conoscenza non è tutto”, dice Draghi, senza coraggio in fasi cruciali la prevalenza del giudizio tecnico è paralizzante, in quanto le strutture tecnocratiche sono autoreferenziali e conservatrici. “Vi sono situazioni in cui anche le migliori analisi non danno quella certezza che rende una decisione facile: la tentazione di non decidere è frequente, decidere di non agire significa fallire”. Una lezione umanista contro la dittatura dell’incompetenza e quella speculare della tecnica.

Redazione

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    12 Ottobre 2019 - 12:24

    Draghi sarà pure un super drago in materia monetaria ma ancora non mi ha spiegato perchè da quando è entrato l'euro come moneta continentale europea io mi sono impoverito. Guadagnavo 5 mln di lire e mi sono ritrovato poco più di 2500 e. e ho dovuto ridimensionare il mio stile di vita da lieto e spensierato single.Es. vivendo in casa di affitto con l'euro il proprietario ma subito aumentato il canone. Il caffè da 500 lire passò subito a 80/90 cent.Il popolo poco abile nell'aritmetica ingoiò il rospo anche la conversione da lire a euro fu una sola (Draghi indoveri ) con il potere di acquisto della nuova moneta deprezzato quando ,mi dicono, invece il marco ebbe una conversione più vantaggiosa. E gli inglesi furbissimi fecero la Brexit conservando la sterlina. A lume di naso nei prossimi decenni la sterlina dopo lo sbandamento attuale si apprezzerà e l'euro andrà a ramengo e la Inghilterra diverrà paradiso fiscale come la Svizzera ed altri .Uh uh che divertimento smaronare come Draghi.

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    • MarcoP

      15 Ottobre 2019 - 18:40

      Ti sei risposto da solo, seppure in modo vergognosamente sgrammaticato. Le spiegazioni le dovresti chiedere non a Draghi, ma a tutti i tuoi "honesti" cittadini che hanno speculato sul passaggio all'euro. Et de hoc satis, fratello.

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