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Cosa ci dice la valutazione del 5G cinese come primo atto rossogiallo

Il Pd-M5s restaura una politica “amica della Cina” equilibrata, si spera senza fughe sulla Via della Seta. Parla Poggetti (Merics)

Alberto Brambilla

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brambilla@ilfoglio.it

7 Settembre 2019 alle 06:00

Cosa ci dice la valutazione del 5G cinese come primo atto rossogiallo

LaPresse

Roma. Come primo atto il governo Pd-M5s nel Consiglio dei ministri di giovedì, successivo al giuramento, ha deciso di valutare gli acquisti di forniture cinesi per la costruzione della rete di telecomunicazione di quinta generazione (5G) esercitando il potere di “golden power”. Il decreto che dava maggiori poteri di scrutinio al governo sarebbe decaduto il 9 settembre e l’esecutivo appena insediato ha dovuto agire con urgenza per dare una valutazione e non svincolare gli operatori telefonici da qualsiasi obbligo di...

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Alberto Brambilla

Alberto Brambilla

Nato a Milano il 27 settembre 1985, ha iniziato a scrivere vent'anni dopo durante gli studi di Scienze politiche. Smettere è impensabile. Una parentesi di libri, arte e politica locale con i primi post online. Poi, la passione per l'economia e gli intrecci - non sempre scontati - con la società, al limite della "freak economy". Prima di diventare praticante al Foglio nell'autunno 2012, dopo una collaborazione durata due anni, ha lavorato con Class Cnbc, Il Riformista, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e il settimanale d'inchiesta L'Espresso. Ha vinto il premio giornalistico State Street Institutional Press Awards 2013 come giornalista dell'anno nella categoria "giovani talenti" con un'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.

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