L'astratta manovra gialloverde confonde BlackRock

Mariarosaria Marchesano

Rovelli (Responsabile per gli investimenti): non abbiamo capito se reddito di cittadinanza e quota 100 sono misure provvisorie o permanenti

Milano. “Abbiamo adottato un approccio prudente sull'Italia da oltre un anno, da quando è stato chiaro che la situazione politica si sarebbe complicata. Se abbiamo cambiato idea? Dalle informazioni che abbiamo sulla manovra economica dell'Italia non ci è chiaro esattamente quale sia l'impegno del suo governo sul piano della politica fiscale in un orizzonte temporale di medio periodo. Dal nostro punto di vista il vero problema non è il progetto di bilancio per il 2019 ma quelli per il 2020 e il 2021”. Bruno Rovelli, responsabile per gli investimenti di BlackRock in Italia (foto sotto), parla misurando le parole davanti a una trentina di giornalisti riuniti a Milano per ascoltare l'outlook per il 2019 del colosso mondiale del risparmio gestito. Rovelli preferisce non legare la parziale ritirata dalle asset class tricolore al periodo di incertezza politica seguito alle elezioni della scorsa primavera, in cui diversi investitori esteri hanno alleggerito il peso dei btp italiani per un totale di quasi 100 miliardi tra maggio e giugno.

 

 

  

Che si tratti di fair play o di una visione scettica poco cambia. Il concetto di fondo è che a un certo punto l'Italia si è allontanata dal radar di BlackRock per il quale tutta l'area euro si è rivelata una “brutta sorpresa” nel 2018 per il moltiplicarsi dei rischi geopolitici e la sua crescita economica “divergente” rispetto a quella degli Stati Uniti, con cui pure aveva tenuto il passo fino al 2017. Così la strategia d'investimento per il 2019 sposta il focus sui paesi emergenti, in particolare i mercati asiatici, che offrono ancora buone prospettive di rendimento agli investitori intimoriti dai vari segnali di rallentamento del ciclo economico globale. BlackRock, come del resto Bofa Merrill Lynch, che ha appena diffuso il sondaggio mensile tra i suoi gestori, non si aspetta una recessione nel breve periodo, ma un indebolimento della crescita economica mondiale. Uno scenario di fronte al quale, secondo Rovelli, “la Fed americana riuscirebbe a reagire in modo più efficace perché ha margini d'intervento sui tassi di interesse, mentre la Bce farebbe fatica perché non dispone di molti strumenti dopo la fine del Qe”, che si conclude a gennaio. Il tema dell'Italia torna nel discorso di Rovelli in modo insistente, perché nella sua visione, e non solo, la situazione di un paese che protrae così a lungo la discussione con l'Unione europea sulla tenuta dei conti pubblici, rappresenta uno dei maggiori rischi dell'Eurozona, insieme alla Brexit e alla protesta della piazza francese.

 

“Sono tutti fattori non di gravità assoluta, ma messi insieme restituiscono una visione dell'Europa diversa rispetto a qualche anno fa. Per quanto riguarda l'Italia c'è un tema di disciplina fiscale che va chiarito: oggi si discute del deficit/pil al 2,04 per cento, ma vorremmo capire se misure come reddito di cittadinanza e quota 100 comportano un aumento della spesa pubblica in modo temporaneo o permanente. Sulla carta è temporaneo, dalle dichiarazioni dei membri del governo, invece, è un impegno che dura nel tempo. Quale delle due cose è vera? Per questo dico che è più importante il progetto di bilancio del 2020 che quello per il prossimo anno”.

 

Insomma, c'è una visione prospettica sull'Italia che non torna agli occhi di un grande investitore internazionale che si domanda anche come mai il governo gialloverde non abbia fatto una battaglia con Bruxelles per aumentare la spesa per investimenti destinati alla crescita piuttosto che rischiare una procedura d'infrazione per inserire misure di tipo assistenzialista o per mettere in discussione la riforma Fornero. Così, la strada intrapresa da Roma è “molto difficile” soprattutto alla luce della frenata dell'economia registrata nel terzo trimestre, che solo in parte è in linea con il rallentamento dell'area euro perché, per l'altro verso, riflette il gap di produttività oltre al clima di scarsa fiducia e incertezza che si è creato.