Tria prova a dare una calmata a Di Maio e ai grillini

Redazione

Il ministro dell'Economia ricorda al vicepremier di avere "giurato nell'interesse della nazione, non di altri"

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria non intende piegarsi alle pressioni di Lega e M5s sulla manovra economica e lo ribadisce anche oggi, intervenendo al convegno di Confcommercio: "Dobbiamo dare un segno ai mercati finanziari e agli italiani – ha detto Tria – mostrando che la nostra è una manovra di crescita e non di austerity e che non crea dubbi sulla sostenibilità del nostro debito. E' un mix di politiche che serve a mostrare a tutti che si può avere fiducia nell'Italia”. Dopo che il vicepremier Luigi Di Maio la settimana scorsa aveva avvertito il capo di via XX settembre sulle coperture per il reddito di cittadinanza – “Un ministro serio i soldi li deve trovare”, aveva detto il capo politico del M5s – oggi Tria ha ricordato di avere ”giurato nell'esclusivo interesse della nazione, non di altri. E questo non solo io, ma anche gli altri evidentemente".

 

Mentre Lega e M5s chiedono al ministro di abbandonare l’obiettivo di deficit di bilancio dell’1,6 per cento del pil per il 2019 consentendo una spesa maggiore, allora ecco che Tria prova a riportare i suoi colleghi a un più sano realismo. Lo fa placando i toni usati in questi giorni nei confronti di Bruxelles: "Le polemiche con l'Europa non hanno senso – ha spiegato –. Dobbiamo continuare ad avere la fiducia in coloro che vogliono sottoscrivere il nostro debito e che vogliono consumare. Se si crea incertezza nessuno investe e nessuno consuma. Se pensano che ci sarà un disastro dovremo restituire" i soldi investiti. Un riferimento a quanto dichiarato invece da Di Maio pochi giorni fa (“Ho piena fiducia nel ministro dell’Economia e nel lavoro che sta facendo... Ma arrivare alla fine dell’anno e dire agli italiani: ci siamo sbagliati, le promesse non erano realizzabili non è nostra intenzione”).

 

Tria ha poi elencato gli obiettivi della manovra gialloverde: "In cima ai suoi impegni il governo ha quello di impedire l'aumento della pressione fiscale: le clausole di salvaguardia verranno dunque sterilizzate”. Senza fare riferimenti alle coperture economiche, il ministro ha scongiurato l’aumento dell’Iva. Poi, secondo le promesse già fatte in campagna elettorale, Tria ha assicurato che il governo si impegnerà a “evitare aumenti di tasse semplificando nel contempo gli adempimenti, con l'obiettivo di eliminare il differenziale di crescita tra Italia ed Europa, dimezzandolo nel primo anno fino all'eliminazione negli anni successivi". Inoltre, sostegno alle piccole e medie imprese, aumento degli investimenti pubblici al 3 per cento del pil nel giro di due anni, correttivi alla legge Fornero. E infine, il reddito di cittadinanza, perché, dice, “in Italia c'è un problema sociale che ha riflessi sulla domanda interna, generato dalla trasformazione del tessuto produttivo”.

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