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Il cambiamento del governo sono le tasse in più

Imposte dirette e indirette, spread, Iva, stabilità: quanto pesa sulla credibilità dell’Italia il “coraggio” del governo Conte

9 Agosto 2018 alle 06:00

Consumi, redistribuzione o taglio delle tasse. A cosa serviva il Bonus 80 euro?
Arrivati a questo punto della storia, c’è una domanda molto importante di fronte alla quale Luigi Di Maio e Matteo Salvini dovranno riuscire a dare una risposta esauriente: e se fossero le tasse il vero cambiamento del governo del cambiamento? Tra le molte domande dribblate ieri in conferenza stampa dal presidente del Consiglio degli slalomisti italiani Giuseppe Conte quella destinata a pesare maggiormente sul futuro del governo riguarda la posizione timida, prudente e imbarazzata che ha il governo populista ogni...

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    09 Agosto 2018 - 17:05

    Dice "a gennaio 2018 la pressione fiscale è scesa ai minimi da sei anni a questa parte". Ah sì? Per cortesia, mi indicate quali tasse serebbero diminuite? Non di sicuro nel mio 730, né TARI, TASI, IMU, trasporti, né le accise sui carburanti, elettricità, riscaldamento. La realtà è altra.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    09 Agosto 2018 - 16:04

    Al direttore - Per chiarire: se non collegate che il concetto di democrazia diretta esclude il diritto di tutti alla proprietà privata, significa che siete disattenti. Il categorico, egualitario, uno vale uno, lo conferma e lo riassume bene. Non è così?, l’annacqueranno, faranno eccezioni e creeranno sacche di privilegi, ovvio. Ma prevenire è sempre meglio che doversi, poi, disintossicare.

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  • Silvius

    09 Agosto 2018 - 15:03

    Visto che di lacrime e sangue comunque si tratta, ridatemi la Tatcher!

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    09 Agosto 2018 - 15:03

    Caro Cerasa – Al di là delle sue giuste critiche e dei suoi rilievi ineccepibili. Ovvio che bisogna insistere. Il nodo è che quando il massimo del populismo immaginabile, quello di Salvini è roba da oratorio, la democrazia diretta, il fine è quello, non viene avvertito, neppure dai ceti produttivi, glisson sugli intellettuali opportunisti, come un sovvertimento diabolico che consegna il potere ad una organizzazione privata che è riuscita, puntando sui rancori, le emotività e l’ignoranza delle masse a far credere alle stesse di essere le sole, legittime depositarie del potere legislativo, cioè politico, la faccenda diventa strategica. Purtroppo l’inversione dell’ubriacatura collettiva prenderà corpo dopo che ci avranno sbattuto e ci si saranno rotti la testa. Mi sovvengono le parole di uno zio di mia moglie, fece parte, sette mesi, degli operai Fiat inviati in Russia per la Zigulì: “Credevo di entrare nel paradiso dei lavoratori. Mamma mia, meglio Mirafiori”

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