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Atac Akbar!

Solo a Roma se esplode un autobus non si pensa a un attentato ma al comune

8 Maggio 2018 alle 20:40

Atac Akbar!

Foto di Piero Vietti

Si è spaventato solo qualche turista in transito tra Fontana di Trevi e piazza di Spagna, subito tranquillizzato dai passanti italiani. Perché Roma è l’unica capitale al mondo in cui se si vede un autobus in fiamme in pieno centro, con una colonna di fumo alta dieci metri, gente in fuga, esplosioni, sirene di polizia e vigili del fuoco, nessuno pensa a un attentato dell’Isis ma all’Atac. E all’Ama. E al fallimentare socialismo municipale rappresentato da quest’istantanea: un cumulo di rifiuti abbandonati davanti a un autobus in autocombustione, lo stesso che il presidente della Camera Roberto Fico prendeva al posto dell’auto blu.

  

In questa foto (vedi immagine sopra) ci sono la demagogia benecomunista e l’incapacità di governo della giunta Raggi. L’Atac è un’azienda ormai fallita, con un assenteismo elevato e una produttività bassa, costi del personale insostenibili e ricavi da biglietto irrisori, che macina perdite e brucia (letteralmente) due autobus al mese. Il M5s doveva cambiare tutto ma ha solo cambiato i manager che sono scappati a gambe levate. L’unica possibile svolta è il referendum sulla messa a gara del servizio di trasporto, quel referendum che il partito della “democrazia diretta” continua a rinviare.

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