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Ora è ufficiale, il Campidoglio rinvia il referendum su Atac

Magi (Radicali Italiani): “I nostri timori erano fondati. Fino a oggi Raggi si è comportata come un esponente del comitato del No. Adesso la giunta provveda a informare i cittadini”

26 Aprile 2018 alle 16:27

Ora è ufficiale, il Campidoglio rinvia il referendum su Atac

11 agosto 2017, Riccardo Magi consegna in Campidoglio le firme per il referendum su Atac (foto LaPresse)

È ufficiale. Dopo le anticipazioni informali dell'assessore capitolino alla Mobilità Linda Meleo, il Campidoglio ha confermato con una nota che il referendum promosso dai Radicali per la messa a gara del servizio di trasporto pubblico romano inizialmente indetto per il 3 giugno, verrà rinviato in autunno. “Noi avevamo chiesto con tanto di diffida al sindaco Raggi di fare chiarezza sulla data del referendum, indetto per il 3 giugno. Sapevamo e temevamo che il sindaco si potesse avvalere della facoltà di spostarlo, perché la settimana successiva si voterà nei due municipi dove sono cadute in anticipo le giunte grilline”, spiega Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani e deputato di +Europa. “Arriva finalmente questa risposta, che dimostra che i nostri timori non erano infondati”. Il leader dei Radicali non nasconde le sue perplessità anche in merito alle ragioni che l'assessore ha usato per motivare il rinvio. Spiega Magi: “Noi avevamo chiesto che il referendum  fosse accorpato alle elezioni del 4 marzo, oggi apprendiamo dalle dichiarazioni dell'assessore Meleo che lo spostamento sarebbe avvenuto proprio per un motivo di costi. Vorrebbero abbatterli con il voto elettronico, anche se non capiamo bene che cosa significa”. “Comunque - conclude -, in caso di primo utilizzo, questa innovazione andrebbe affiancata alle modalità di voto tradizionali”. Arrabbiati per il rinvio del referendum anche i rappresentanti del Comitato Mejo de No che in una nota hanno scritto: “Raggi ha paura dei cittadini”. 

 

Magi, che succede adesso?

“Speriamo che la giunta utilizzi questo tempo in più per fare quello che chiediamo da mesi”.

 

Ovvero?

“La giunta stava boicottando il referendum. Non aveva predisposto nessuna attività istituzionale per far conoscere ai cittadini l'esistenza e i contenuti del referendum. Non c'era, a differenza delle elezione nei municipi, nemmeno una pubblicazione sul sito del comune che ne segnalasse l'esistenza. Non c'è stato alcun avviso ai cittadini, né la predisposizione delle place per l'affissione dei manifesti elettorali. Ci auguriamo che con questo tempo in più la giunta provveda a predisporre tutte le dovute  attività istituzionali di informazione”.

 

Quali sono queste attività?

“Quelle di informazione ai cittadini attraverso la pubblicazione di data e contenuti del referendum sulle pagine online e social del comune e l'affissione nelle sedi e negli uffici dei municipi delle stesse informazioni. Se poi si rispetta il codice di buona condotta in maniera referendaria del Consiglio d'Europa, bisognerebbe inviare a casa di tutti i cittadini un opuscolo che li informa sulla data del voto, sul quesito referendario e sulle due possibili scelte in maniera oggettiva. Il sindaco sino ad oggi si è comportata più come un esponente del comitato del No che come l'istituzione che deve organizzare il referendum. Infine, come prevede un regolamento dell'Agcom sui referendum locali, serve che tutte le televisioni e radio locali predispongano spazi di confronto e informazione sul referendum. Su questo abbiamo già scritto al Co.Re.Com”.

 

Con questo rinvio, il voto si terrà sicuramente dopo che il tribunale si sarà espresso sul piano di concordato che, tra l'altro, prevede la proroga del contratto di servizio ad Atac fino al 2021, mentre il referendum chiede la messa a gara dal 2019. Avrà ancora valore il voto?

“È plausibile che il tribunale si prenda altro tempo per valutare le nuove proposte dell'azienda e la decisione slitti oltre il 30 maggio, ma è impossibile che non avvenga prima dell'autunno. Arriverà dunque una pronuncia del tribunale prima del voto referendario, ma comunque il referendum avrà un grande valore politico per quello che dovrebbe avvenire dal 2021 in poi. Inoltre, c'è un ricorso al Tar presentato da noi sulla delibera che ha avviato il concordato. E sullo stesso punto potrebbe esprimersi anche l'Antitrust”.

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