Poveri ma Ricchi

Maurizio Crippa

Dal palco di Sanremo alle elezioni regionali in Emilia-Romagna il passo è breve. Chiedere a Salvini

Condivido d’istinto la battaglia del grande @marcoarchetti contro l’uso, l’abuso e forse addirittura l’esistenza stessa dell’aggettivo “distopico”, usato ormai per dequalificare qualsiasi cosa, come in un’esecuzione sommaria del pensiero. Ieri, ad esempio, ritwittava una guerrigliera del suo giro antidistopico che nella giungla social aveva scovato questa nuova follia: “Ho trovato ‘distopico’ anche in una ricetta di Giallozafferano”. Ce n’è abbastanza, al segnale di @marcoarchetti scatenate l’inferno contro gli orribili distopizzanti. Ma up to a point. Ad esempio ci sono casi, fatti fattuali e momenti della verità in cui “distopico” è invece l’unica descrizione della realtà. Ad esempio quando ti appare questa epifania sanremese, che si porta dietro molto altro. Tornano, insieme e in quattro, i Ricchi e Poveri. Dopo quarant’anni che insieme non cantavano più, erano in tre anche la volta di “Sarà perché ti amo”, perché pare che la Bionda ci avesse provato con il marito della Brunetta. Ma vai a sapere. Ma ora ritornano, i Ricchi e Poveri, come niente fosse e sarebbe già questa distopia, un passato più fuori posto di Di Maio agli Esteri. Se non fosse anche una rivelazione, nel giorno preciso in cui, in Emilia-Romagna, tutti i presunti Poveri impoveriti di Salvini, quelli ammazzati dall’Europa e che avrebbero dovuto votare Salvini, si sono invece scoperti tutti Ricchi e comunisti, stipendiati felici delle coop di Bonaccini. E al Capitano gli hanno messo in testa un paio di corna lunghe da qui a là. Sarà perché ti amo.

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  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"