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Telese, la Liala a 5 stelle

Giulia Sarti è vittima e non carnefice, scrive il giornalista. Dovrebbe lasciar perdere i numeri e dedicarsi ai sentimenti

2 Marzo 2019 alle 06:00

Telese, la Liala a 5 stelle

Il giornalista Luca Telese (Foto LaPresse)

Con quella sua moschetta al mento, con quella sua aria di spiegare reddito di cittadinanza e quota cento che farebbe sembrare un’economista persino la Castelli, e l'altro ieri Bentivogli in tv lo picchiava come un tamburo usato, Luca Telese è un caso professionale. Dovrebbe lasciar perdere i numeri e dedicarsi ai sentimenti. Una Liala all’epoca dei Cinque stelle ancora è una casella da riempire. Scrive sulla Pravda una papiressa, che ambirebbe a essere una contro verità, per spiegare come Giulia Sarti sia vittima e non carnefice, donna di cuori e sentimenti. Ullallà.

 

“Il fidanzato-collaboratore finanziava una fidanzata con i soldi di un’altra fidanzata deputata M5s, all’insaputa di lei. Tutto chiaro?”. Incipit da rosa per cameriere. Di Giulia Sarti non ci importa un tubo, se la vedesse Casalino. Importa qui la Weltanschauung sentimentale di Telese. “La vicenda è più vicina al melodramma”, verga. Indaga, contro-intuisce: “Fa la figura di una ragazza fragile dal punto di vista sentimentale”. Per essere il capo della commissione Giustizia, un po’ somaro, direte. Ma è perché non avete sensibilità: “Certo, la vita di questi due ragazzi è un vero casino, interessante per lo spaccato antropologico che rivela. Lei conosce lui, perché lui le viene consigliato come esperto informatico abile nel far sparire dalla Rete delle foto private di autoerotismo hackerate e diffuse”. Sempre peggio direte, voi che preferite l’hard boiled. Ma lui: “La carriera di una deputata che poteva diventare ministro finisce nella polvere. Morale della favola. A un uomo puoi dare il tuo cuore, il tuo token mai”. No, la morale è questa: se la Sarti poteva fare il ministro, Telese può fare lo chaperon.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    03 Marzo 2019 - 11:11

    Telese dopo tanto peregrinare ha perso se stesso. Non ha più un’identità, una faccia a cui nascondersi o più realisticamente appendersi. Quando un personaggio più che un pensiero perdente, lo vediamo abbarbicato sempre più spesso dai soliti noti in tv, è il segno di una fine ingloriosa. Quando si cambia continuamente di posto è il segno che non è la terra ingrata ma è il personaggio ingrato verso se stesso. La sua collera, la sua accidia e, perché no invidia per non essere stato o rimasto quello che avrebbe voluto che fosse, ce lo consegna come naufrago in casa sua, perduto nel tempo che non ha saputo riconoscere e non ha saputo e caparbiamente voluto accettare da saggio realista. La peggiore iattura di se stessi? Fuggire sempre e mai sapersi e volersi riconoscere.

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  • luigi.desa

    02 Marzo 2019 - 10:10

    Telese è giornalista intelligente e legge molto. Ricordo una sua sparata da troskista o a piacere leninista in alternativa maoista all'epoca del referendum alla Fiat d vinto da marchionne. Il busillis è che si spaccia da progressista e vabbè ,pure Togliatti lo era, tendenza liberale o liberalicchia.

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  • guido.valota

    02 Marzo 2019 - 09:09

    Ma uno normale non ce l'hanno?

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