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Vergogna a tg Rai unificati

Le immagini dei coniugi Renzi interrogati e l’azienda pubblica putinizzata

26 Febbraio 2019 alle 20:39

Vergogna a tg Rai unificati

Foto LaPresse

Un tempo era addirittura una forma d’arte, ritrarre con carta e matite le scene “drammatiche” (sempre drammatizzare) degli interrogatori dentro alle aule di tribunale, dove alle macchine fotografiche e alle telecamere era vietato l’ingresso. Negli Stati Uniti, posto serio sul fronte giustizia e anche su quello dei media, il disegnatore di tribunale è un caratterista immancabile di migliaia di film. L’Italia invece è un paese che non conosce vergogna, in entrambi i settori.

 

Ma a quel che gli spettatori dei tg della Rai hanno dovuto assistere lunedì sera, non si era ancora arrivati. Però adesso c’è la Rai asservita manu militari ai piaceri del governo gialloverde, con un presidente che ha dell’informazione un concetto decisamente putiniano. Lunedì al Palazzo di giustizia di Firenze si è svolto l’interrogatorio di garanzia dei coniugi Renzi, che sono agli arresti domiciliari. Una troupe della Rai, servizio pubblico, ha pensato bene di issarsi a rubare dall’esterno alcune immagini, prese dalla finestra dell’aula al nono piano. Entusiasti dell’impresa, i vertici dei tre telegiornali – Tg1, Tg2 e Tg3 – hanno deciso di trasmetterle a reti unificate. Stare a farsi domande sul concetto (si presume alto) di deontologia dei direttori di questi telegiornali, che hanno deciso una tale vergognosa violazione dei diritti di riservatezza degli interrogati in stato di detenzione, è superfluo. Ma soprattutto non è il punto. Il punto è la logica, evidentemente politica e partigiana, per cui un servizio di informazione che dovrebbe essere pubblico, cioè di tutti e rispettoso di tutti, è invece oggi asservito a un gioco di partigianeria che non ha precedenti nella pur non sempre luminosa (da questo punto di vista) storia della Rai. Tiziano Renzi, va ricordato, è l’unico indagato della storia italiana di cui siano state, illegalmente, pubblicate dalla stampa persino conversazioni intercettate con il suo avvocato. Ma adesso i fautori e i beneficiari politici di tali metodi sono giunti al potere, si sono presi i telegiornali pubblici. E hanno imposto quell’identico stile incivile.

Redazione

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  • giantrombetta

    27 Febbraio 2019 - 09:09

    Bisognerebbe sempre ricordare che la Rai asservita ai governanti, già pluralista nei tg della Prima Repubblica e poi monocolore in quelli della Seconda,persegue una linea di assoluta coerenza. nei confronti degli indagati coinvolti nella politica. Qualcuno ha memoria del trattamento riservato dalla Rai ad egemonia Pd nei ’indagato Berlusconi? A proposito, il sempre funambolico Matteo Renzi rivendica da Bruno Vespa di non aver mai mosso un rilievo alla magistratura, verso la quale nutre massimo rispetto e fiducia. Per poi sottolineare che se lui non fosse stato un leader politico mai e poi mai i suoi genitori sarebbero stati indagati ed arrestati. In lingua italiana ciò significa che egli ritiene che la magistratura sacra e indipendente entri nel gioco politico per influenzare il comportamento dei protagonisti. E infatti aggiunge: ma chi spera di intimidirmi si sbaglia.! Funambolismo verbale mediocre e malinconico, a dir poco.

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    • Non sono nessuno

      27 Febbraio 2019 - 16:04

      Egregio Giantrombetta forse lei non ricorda o fa finta di non ricordare che mentre nella prima Republica vi erano solo le reti di stato nella seconda erano arrivate al livello nazionale anche quelle di un signore che oltre ad avere la proprietà di reti televisive lo era anche di grandi giornali pertanto in realtà fra le varie fonti di informazioni vi era già una disparità di potenza di fuoco , potenza di fuoco utilizzata in pieno per fare terra bruciata intorno ai governi Letta Renzi Gentiloni infatti sei lei ripercorresse a ritroso il numero dei programmi le tematiche trattate e la relativa rabbia e rancore che veniva amplificato all'interno di detti contenitori si renderebbe conto che vi è stato un accerchiamento da parte della destra e della sua televisione teso ad enfatizzare la protesta il rancore l'odio nei confronti del diverso e di coloro che anche sbagliando qualcosa facevano mentre la corazzata di destra che voleva beneficiarne non volendo ha di fatto solo agevolato 5S e Lega

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      • giantrombetta

        28 Febbraio 2019 - 09:09

        Egregio Signor Nessuno, a proposito dei rapporti tra informazione televisiva privata e influenze elettorali sarebbe forse il caso di riflettere sul fatto che Berlusconi e’ sempre proprietario dell’impero Mediaset, e tuttavia la sua Forza Italia oggi sta sotto il 10 per cento dei voti. E si potrebbe continuare osservando che in questi giorni il Tg 5 sia stato l’unico telegiornale ad ospitare nell’edizione di maggior ascolto le interviste ai tre candidati alle primarie del Pd. E pure che il talk show di prima serata di rete 4, gia’ di Emilio Fede, sia stato affidato a Barbara Palombelli che berlusconiana credo non sia mai stata, la quale ogni sera da’ spazio e voce ad ospiti che in assoluta maggioranza con Forza Italia non hanno nulla a che spartire. A conferma che l’audience e’ il primo obiettivo di un’impressa che deve far quadrare i conti per sopravvivere senza canoni. E più del 90 per cento dei telespettatori non votano Forza Italia, di questi tempi. A proposito, e la par condicio?

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      • giantrombetta

        28 Febbraio 2019 - 08:08

        La liberalizzazione delle reti private, gratuite o a pagamento, ha portato al pluralismo dell’informazione a mio modesto avviso salutare, con princiapali protagonisti oltre a Mediaset, Sky e la 7. Dietro a ciascun gruppo c’e’ un Editore e privati azionisti che perseguono profitti commisurati all’audience, ovvero alle libere scelte del telecomando degli spettatori. La Rai invece e’ dello Stato, cioè dei contribuenti chiamati a sostenerla con un canone obbligatorio in quanto servizio pubblico. Nella Prima Repubblica il pluralismo dell’informazione fu organizzato con l’articolazie in tre reti. La prima voce del governo e del partito di maggioranza relativa, la seconda voce degli alleati minori con in testa il PSI, la terza voce dell’opposizione di sinistra con il PCI primattore. Soluzione discutibile, certo, ma l’unica trovata per il pluralismo d’informazione in un servizio pubblico. Come e’ organizzato lo spazio per maggioranza e opposizione nella publica Rai della seconda repubblica ?

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  • eleonid

    27 Febbraio 2019 - 07:07

    E poi qualcuno continua a pensare che in fondo in fondo gli italiani non sono degli squadristi? Pensiamo approfonditamente a quanto sta succedendo in maniera plateale e senza pudore nella TV di Stato? Mai vista una lottizzazione fondata su i soli due partiti che sono al governo. Il senatore come al solito ha ragione , speriamo che venga ascoltato almeno ora che non si può considerare un pericolo per la democrazia italiana.

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  • borlavanna

    26 Febbraio 2019 - 23:11

    Mi fa tutto veramente schifo ormai. Non perdonero' mai gli italiani...

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