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C’è penuria di camionisti in America. Dài coi curriculum

Se vi va male col reddito di cittadinanza, potete emigrare negli States e mettervi alla guida

23 Maggio 2018 alle 06:04

C’è penuria di camionisti in America. Dài coi curriculum

Kris Kristofferson nel film "Convoy" del 1978

Sono stampati nella nostra memoria come icone invincibili dell’America. Vuoi nel bene vuoi nel male, dipende da quel che ne pensiamo dell’America. I sindacalizzati di Jimmy Hoffa, che ha sulla coscienza la morte di almeno un paio di Kennedy, o forse no, sono i Kennedy che avevano dei carichi pesanti sulla coscienza. O i magnifici anarchici a diciotto ruote di Peckinpah, Kris Kristofferson e tutti gli altri. Insomma i camionisti sulle strade d’America, dritte come binari. Persino libere. Ora però sembra ci sia una gran carestia, di camionisti, e la notizia è double face. L’industria dei truck non è mai stata così richiesta, perché l’economia interna tira e hai voglia a ordinare tutto su Amazon, poi qualcuno le cose te le deve pure recapitare. Così di camionisti non se ne trovano abbastanza, e i giovani non ne vogliono sapere perché sono pagati troppo poco, anche se Amazon ha appena alzato del 20 per cento le paghe. Dall’altra parte, i produttori di cereali lamentano che la poca offerta sta facendo alzare troppo le tariffe, e ne risentiranno pure i prezzi dei Cheerios. Camionisti del Midwest che guidano da trent’anni dicono, stupiti come davanti a una catastrofe naturale: “Non importano i prezzi. Semplicemente non ci sono abbastanza trucker”. E’ il mercato, bellezza. Tranquilli, quindi. Se vi va male col reddito di cittadinanza, potete emigrare negli States e mettervi alla guida. Tanto, pare, in America non serve la patente C, basta mettere nel curriculum di aver partecipato a qualche aperitivo di perfezionamento alla New York University.

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