Sovranismo individuale

Maurizio Crippa

Cosa ci dice la storia della coppia che ha tentato di rapire il figlio che era in affido a una comunità perché non riconosce l’esistenza dello stato italiano

Ci siamo persi un po’ via a prendere sul serio il “contratto” e la ricerca grottesca del premier, e non ci siamo accorti che la soluzione l’avevamo già sotto agli occhi, perfetta. O, se volessimo volare alti, è l’ipostatizzazione del Mondo Nuovo politico in cui viviamo. La notizia è di qualche giorno fa. A Torino una coppia di “sovranisti individuali” ha tentato di rapire il figlio minorenne che era in temporaneo affido a una comunità. Non per amore, ma perché non riconoscono l’esistenza dello stato italiano. E, in generale, di nessun altro stato o entità giuridica che sia superiore a loro stessi. Sono sovrani a se stessi. Credono che l’“Italia Spa” sia una società privata che detiene illegalmente la proprietà degli “uomini naturali”, esattamente come illegalmente fanno tutte le altre società organizzate del mondo. Tutto è complotto, la loro teoria generale di riferimento è l’One People’s Public Trust: il mondo è un complotto economico-giuridico e l’unico antidoto è la “sovranità individuale”.

 

Tempo fa in Sardegna un tale che era stato fermato per una multa si oppose in nome del fatto di non riconoscere alcuno stato sovrano, e dunque nessun codice, farlocco al pari dei certificati di nascita. Invece, ogni individuo ha diritto a essere la Spa di se stesso. Vi sembrerà follia, ma è la sintesi logica della situazione politica. Chi è un “sovranista individuale”, ridotto al minimo comun denominatore? E’ un salviniano che ritiene di essere uno-vale-uno. Non c’è più bisogno manco di fare i fotomontaggi. Abbiamo il premier. Il premier dei cazzi nostri.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"