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Riecco il drive-in

Icona degli anni Sessanta americani, può essere la soluzione del cinema ai tempi della pandemia. Storia di una madeleine, da Grease a Happy Days

11 Maggio 2020 alle 10:27

Riecco il drive-in

La celebre scena del drive-in in “Grease”, film del 1978 diretto da Randal Kleiser e con John Travolta e da Olivia Newton-John (Wikipedia)

Tornano i drive-in. Tra i massimi osservatori mondiali di ciò che può tirare dal punto di vista finanziario, il Wall Street Journal li ha appena ricordati come “un luogo di intrattenimento che sembra fatto su misura per una pandemia globale, dal momento che non richiedono agli utenti di essere in stretto contatto tra loro al di fuori del bozzolo delle loro auto”. Moltissimi giornali italiani hanno citato questa frase; nessuno ha ricordato l’immediato seguito dell’articolo, in effetti molto meno incoraggiante:...

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Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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